Il progetto del presidente Barbera: «Il bacino di turisti e dell'Ikea ci fa sperare» Intanto nel 2013 è previsto il trasferimento del mercato ortofrutticolo LIVORNO Immaginate di imboccare la superstrada a Stagno, uscire dopo due chilometri allo svincolo Interporto e ritrovarvi a Barberino del Mugello o magari a Serravalle Scrivia. Sì, nei paesi dei balocchi dello shopping, tra vetrine di Missoni e Desigual, di Dolce Gabbana e Carlo Pignatelli. Un outlet a Livorno, per essere più precisi a Guasticce. Il sogno per migliaia di amanti delle griffe a saldo, e magari il colpo di grazia per qualche commerciante del centro già affossato dal fiorire dei centri commerciali e dal proliferare delle zone a traffico limitato, è un progetto che stanno cullando al primo piano della palazzina direzionale dell'Interporto Amerigo Vespucci. Federico Barbera, presidente del cda eletto appena sei mesi fa, lo racconta tra un'analisi relativa alla logistica ferroviaria e alla connessione stradale sulla viabilità secondaria della grande area di via delle Colline e una discussione sul prolungamento delle banchine del porto fino a Guasticce per permettervi uno spostamento anche delle relative operazioni doganali, tra l'illustrazione del progetto appena partito delle autostrade del mare e di quello finalmente in dirittura d'arrivo dello spostamento del mercato ortofrutticolo. In mezzo a tante questioni tecniche, l'idea dell'outlet all'interporto è sicuramente la più intrigante. «Ma è anche quella più agli albori», replica Barbera. Che non per questo, però, la smorza. Anzi. «In Europa ci sono quattro, cinque grandi società titolari degli outlet. Ancora non abbiamo preso contatti, perché il percorso è appena iniziato. Siamo però convinti che ci siano davvero le condizioni per creare un grande centro per lo shopping e cercheremo di attrarre quest'investimento. Pensate ad un outlet che proponga il grande made in Italy alle migliaia di turisti che sbarcano in città dalle navi da crociera, ma considerate anche il bacino locale di un'utenza che potrebbe avere questo centro commerciale sommandolo al giro che a dieci chilometri da qui creerà l'Ikea». Barbera continua: «La ricaduta di posti di lavoro sarebbe enorme e l'idea a nostro avviso è la conferma che il nostro territorio anziché piangersi addosso per la mancanza di infrastrutture, che pure è vera, per i fondali del porto che non ha, dovrebbe iniziare a sfruttare ciò che possiede». Tradotto con un esempio a caso? Gli enormi spazi ancora liberi che ha l'Interporto. Si tratta di 400mila metri quadrati disponibili, di cui 170mila destinati a magazzini. Barbera e il suo staff, dall'amministratore delegato Bino Fulceri al responsabile amministrativo Riccardo Gioli e tecnico Claudio Bertini, stanno cercando di attrarre investimenti e investitori. Anche se la crisi batte duro pure qui e «la situazione economica generale rallenta l'attività immobiliare che per noi è preponderante», sottolinea Fulceri. Spazi da vendere e da affittare ce ne sono a decine. Dal nuovo centro direzionale, dove sono pronti cinquemila metri quadrati di uffici, ai piazzali. Uno di questi è stato appena affidato alla Trailer Service (di cui Interporto è socio) che ha lanciato il progetto delle autostrade del mare. «Il servizio è destinato agli autotrasportatori, che avranno una struttura idonea sia di assistenza per gli autisti, sia di riparo dei mezzi e delle merci - spiegano i titolari José Portas e Claudio Bertelli -. Nel giro di due mesi sarà pronta anche una foresteria e locali-uffici per aziende di autotrasporto che faranno sosta da noi». Il progetto è già stato testato su un'area di ventimila metri quadrati. Che però non bastava. Adesso si sposterà in una nuova zona dell'Interporto, 65mila metri completamente cementati e illuminati con contributo di Regione e ministero dei trasporti. E proprio nell'area che stanno lasciando quelli di Trailer Service dovrebbe spostarsi il nuovo mercato ortofrutticolo. Il conto alla rovescia per lasciare Fiorentina stavolta sembra partito davvero. Barbera non si sbilancia, «perché dipende anche dal consorzio». «Ma l'area - aggiunge - è già stata individuata, vi verrà alzata una tensostruttura con dodici postazioni per gli operatori e in pochissimo tempo sarà pronta. Siamo convinti che nel 2013 il progetto vada in porto». Il 2013 sarà un anno importante per la struttura in cui Monte dei Paschi e Regione hanno la maggioranza delle quote, ma in cui contano anche i Comuni di Livorno e Pisa, le due province e soprattutto le camere di commercio. «Ad oggi qui lavorano 700 persone spalmate su 35 aziende - sottolinea l'ad Fulceri -. Speriamo che crescano ancora. Proprio la prossima settimana avremo un incontro con i rappresentanti degli industriali olandesi a cui prospetteremo i nostri punti di forza. Il fatto che il Comune di Collesalvetti abbia reso possibili realizzazioni industriali amplia di più il nostro raggio attrattivo». Gli obiettivi a più breve portata per la crescita della struttura sono due. Il primo: il restauro dello scavalco ferroviario sulla tirrenica, che collegherà l'interporto e il porto facilitando l'uso delle aree. «La Regione ha assicurato i finanziamenti che ora sono anche al vaglio del Cipe», spiega Fulceri. Come dire: i soldi in qualche modo arriveranno. Il secondo obiettivo di breve periodo invece riguarda la filiera del fresco. Da un lato è in programma la realizzazione di un'area per la riparazione dei container frigo grande 20mila metri quadrati. Dall'altro un altro impianto del freddo, un magazzino di celle frigo per merce refrigerata. Attualmente all'interporto infatti è presente un impianto importante per la frutte e la verdura, nel futuro invece sono previste celle per congelamento. «Attenzione però - chiarisce Barbera - l'impianto attuale non è concorrente col reefer terminal nato in banchina per le navi stiva, che purtroppo sono sempre meno».