Il rappresentante di Italia Nostra Guido Donatone profitta ancora una volta della pazienza di chi lo legge per propalare sue personali forme di mistificazione della verità. Ma andiamo con ordine. Se fosse vero che Alda Croce lo indicò a suo tempo alla presidenza dell'associazione con la frase: «Perché non siete un architetto! », ci sarebbe da mettere in dubbio l'intelligenza stessa della illustre figlia di Benedetto Croce, tanto la cosa sembra insieme una boutadeda salotto ed una gratuita offesa "per categorie". Ma fermamente non lo crediamo. Tuttavia la palese assurdità non trattiene Donatone dal prendersela con una "corporazione", della quale però denuncia invidie, gelosie e divisioni (e che corporazione è, allora?) . Ma a questo c'è da sperare che i rappresentanti della "corporazione" facciano sentire una voce. È vero infatti che il ridicolo si rivela da se stesso, ma c'è anche chi non se ne accorge affatto. Non è accettabile che Donatone veda interessi privati in ogni proposta che non sia sua o dei suoi sodali. Osserviamo che in tal modo Donatone e indirettamente Italia Nostra stanno sostenendo che anche la discussione sul Policlinico non dovrebbe essere affrontata dai medici, che vi potrebbero avere interesse. Questa continua incapacità di distinguere tra legittime espressioni di competenze culturali ed interessi professionali è alla base dello scivolone che ha caratterizzato da anni la posizione locale di Italia Nostra, togliendole quella credibilità che l'associazione aveva acquisito e facendo scadere ogni discorso al più basso livello di una dietrologia assunta a posizione ideologica. Salvo usare l'associazione per sostenere come lo stesso Donatone ammette Bassolino allora e de Magistris adesso. Ma nello statuto dell'associazione non è previsto il sostegno politico, anzi l'articolo 4 lo esclude espressamente. È questo il senso delle osservazioni compiute dai sottoscritti: dov'era l'associazione quando de Magistris e l'assessore Donati operavano, senza ascoltare la cittadinanza, le trasformazioni fisiche e funzionali del lungomare? Discettare sulle Zone a traffico limitato non ci pare rientri nella competenza di Italia Nostra, ma in quella di urbanisti, ingegneri, architetti, medici ed ecologi. Ma Donatone ritiene di essere investito lui solo di un compito che è invece di tutta la società civile. È un fatto che a motivo dell'inquinamento il sindaco e la Donati hanno impedito l'accesso in auto al lungomare a quanti turisti, disabili, anziani non possono né fruire dell'auto né dei mezzi pubblici, ugualmente vietati. Così regalando l'inquinamento alle strade limitrofe, densamente abitate, contro ogni logica. Sarebbe poi interessante sapere se ad uno dei maggiori inquinamenti della fascia costiera, quello prodotto dalle navi da crociera ferme in porto con i generatori accesi, s'intende porre rimedio in occasione del Grande Progetto del porto e che cosa ha pensato in merito la pubblica amministrazione. Ma poiché è ancora in argomento la proposta di utilizzare il molo San Vincenzo per la location tecnica della "Vuitton Cup", l'architetto Pane ricorda che tale proposta fu avanzata da molte associazioni e circoli nautici, i quali si vedevano peraltro esclusi dall'iniziativa, cui avrebbero voluto contribuire. Sollecitato dal professor Benassai, noto esperto di costruzioni marittime, e sostenuto dai comitati: Centro storico Unesco, Giuridico di difesa ecologica e dall'associazione Medici per l'ambiente, egli stese con lui uno schema grafico di fattibilità tecnica, poi inviato alle Soprintendenze perché prendessero cognizione di un'alternativa alla modifica della scogliera, soggetta a piano paesistico, nonché presentato all'assessore De Falco, il quale lo prese in seria considerazione, pur rinviando ogni decisione al sindaco. Fu infatti quest'ultimo a decidere per via Caracciolo, facendo realizzare gli inutilizzati baffi (che non ha nemmeno ancora pagato, e che intende verosimilmente non rimuovere almeno fino al prossimo evento). Perciò Italia Nostra, nel sostenere l'operato dell'amministrazione, si rende complice di una grave mancanza amministrativa ed urbanistica, in pieno contrasto con i suoi compiti statutari.