Intesa tra le Sovrintendenze: i felini restano nella zona archeologica, un chiosco informativo sulla piazza LA "nursery" dei gatti di Torre Argentina trasloca, ma di pochi metri. La sede dell'associazione di volontarie della Colonia felina, che occupa la cella originale del cosiddetto tempio D del II secolo a.C., sarà sgomberata per eliminare pareti e pavimenti piastrellati "impropri". Nell'area sacra sarà però individuato uno spazio più ridotto per la stretta cura degli animali, mentre tutte le attività di accoglienza, informazione e piccolo merchandising saranno ospitate in un chiosco, sul modello dei punti informativi turistici, allestito sulla piazza, fuori dai monumenti. E' questa la soluzione per le gattare di Largo Argentina su cui sta lavorando la Sovraintendenza capitolina, emersa ieri dalla "Commissione trasparenza" convocata dalla consigliera Nathalie Naim. Il progetto, di cui capofila è l'architetto Michele Anastasi, è stato già condiviso dalle volontarie gattare nel corso di un tavolo tecnico tenutosi l'8 novembre, all'indomani delle polemiche suscitate dall'ordine di sgombero per l'abuso edilizio emesso dalla Soprintendenza di Stato. «E' un'idea, ma ho già trovato un'adesione di massima da tutti i soggetti coinvolti - dichiara il sovrintendente capitolino Umberto Broccoli - Ci siamo presi l'onere di risolvere una situazione frutto di una concessione data nel 1996». «All'esterno l'associazione avrà una sede architettonicamente elegante precisa il sovrintendente - potrebbe essere un punto bivalente, postazione per le gattare e punto informativo sull'area archeologica ». Quanto al merchandising, avverte Broccoli: «Adesso ci stiamo mettendo le mani, quindi controlleremo anche l'attività commerciale». Alla richiesta "pressante" da parte della gattare di Torre del Papito, Broccoli è chiaro: «Non si può fare, è una struttura che sarà affidata a privati solo attraverso un bando pubblico. La finalità è di farne il punto d'ingresso monumentale all'area sacra». Sui tempi, Broccoli annuncia: «Entro dicembre perfezioneremo il progetto. Per partire coi lavori, troveremo risorse in sede di manutenzione, al limite chiederemo uno sponsor-mecenate ad hoc, magari legato proprio ai gatti. Entro l'estate potremmo concludere l'operazione. Evviva i gatti, e lo dico da amante di Cats», conclude Broccoli intonando "Memory". Cauta, la Soprintendenza: soddisfatta solo se il tempio D viene ripristinato, e se il nuovo spazio individuato non risulti incompatibile con la tutela dei monumenti. «Uno dei dati chiave emersi dagli atti è che la permanenza dei gatti nell'area non è mai stata messa in discussione, né la possibilità per l'associazione di dare loro assistenza sottolinea Nathalie Naim - È dal 2000 però che le Soprintendenze chiedono lo sgombero del tempio da strutture abusive dichiarate dalla Asl pericolose per la salute pubblica e incompatibili con insediamenti umani né attività lavorative. L'associazione può quindi continuare la sua azione meritoria di cura dei gatti come avviene anche al Colosseo, al Palatino e Foro Romano senza nessuna occupazione stabile».
ROMA - Torre Argentina, le gattare lasciano l'area del tempio romano
La Sovrintendenza capitolina ha deciso di mantenere i felini nella zona archeologica di Largo Argentina, ma ha deciso di trasferire la "nursery" dei gatti di Torre Argentina in un chiosco informativo sulla piazza. L'associazione di volontarie della Colonia felina, che occupa la cella originale del tempio D del II secolo a.C., sarà sgomberata per eliminare pareti e pavimenti piastrellati "impropri". Un nuovo spazio per la cura degli animali sarà individuato nell'area sacra, mentre le attività di accoglienza e informazione saranno ospitate in un chiosco sul modello dei punti informativi turistici.
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