Piano di riqualificazione del Comune, con l'aiuto dei commercianti di ELENA PANARELLA T ORNA ai romani il Portico d'Ottavia. Il grande quadriportico voluto dall'amata sorella di Ottaviano Augusto come splendido museo all'aperto per le sue preziose opere d'arte, ritornerà al suo splendore e non solo. Il progetto è ambizioso: riqualificare l'area e le vie limitrofe. Un "salotto nel salotto". Via del Portico d'Ottavia, via Santa Maria del Pianto e piazza Santa Maria del Pianto costituiscono il cuore dell'ex Ghetto di Roma, il centro d'accoglienza ed il "salotto naturale" di una zona che ancora oggi rappresenta uno dei quartieri più affascinanti della città. «L'area è stata recentemente oggetto di un programma di riqualificazione ben preciso - spiega Daniela Valentini, assessore al Commercio - in accordo con la Comunità israelitica. Sia io, che l'assessore alle politiche del territorio, Roberto Morassut, lo stiamo seguendo con grande interesse. Il progetto prevede in particolar modo, la pedonalizzazione ed il rifacimento della pavimentazione in selci, lastre di basalto agli isolati, in sostituzione dei marciapiedi, ormai resi inutili dalla pedonalizzazione dell'area». Intanto, gli operatori commerciali e dei pubblici esercizi esistenti sull'area hanno presentato un progetto relativo alle occupazioni di suolo pubblico alla commissione per i Salotti della Città, per rendere tutto più accogliente. Il piano, però, dovrà essere rivisitato da parte dei progettisti anche alla luce di quanto previsto per la sistemazione dell'area. «Da tempo è in corso una riflessione prosegue la Valentini sulla riqualificazione del Portico d'Ottavia, in quanto al contrario di altre zone della città la denominazione di "piazza salotto" non appare del tutto definibile in un quartiere dove la presenza della strada è naturale e a tratti casuale, con grande scambio tra le case, i negozi e la strada. Per questi motivi l'arredo caratteristico che meglio si adatta alla strada non può che essere formato da elementi che aiutino a riconoscere il carattere autenticamente popolare». Caratteristica importante di questa zona, è mantenere la tradizione. A farlo, i residenti. La stragrande maggioranza anima ancora oggi la vita della Comunità ebraica romana, resistono e sono ben visibili anche ai turisti. Per non parlare della tipica usanza, in particolar modo di quelli più anziani, di stazionare con le sedie in strada e chiacchierare con passanti e amici, rimasta in vita ormai solo in questa zona.