STEFANO LUPPI Oggi e domani a Carpi il ministro Ornaghi fa il punto sul patrimonio artistico. Quattro fotografie per la mostra. Sono oltre 400 le fotografie individuate per Venezia - scelte tra le migliaia pubblicate in questi mesi dalla Gazzetta - che illustreranno i concetti tecnici discussi a Venezia dagli esperti. Riassume l'architetto comunale Lucio Fontana, tra i curatori dell'iniziativa: «Per la ricostruzione si useranno le opportune tecniche sostenibili, come rilevo con grande interesse dall'attenzione rivolta al tema, anche al convegno di giovedì, dalla nostra Regione. Finché esisteranno le pubbliche amministrazioni toccherà infatti a loro garantire, ad esempio, la sicurezza degli edifici. Inoltre c'è una direttiva europea che prevede fondi europei per sperimentare nuovi prodotti edilizi». CARPI - L'occasione potrebbe essere quella giusta per arrivare finalmente a uno "scatto" che tracci definitivamente la linea del futuro dei centri tra Modena, Ferrara, Reggio e Bologna fortemente colpiti dal terremoto di maggio. A sei mesi dal sisma il ministero per i Beni Culturali ha scelto Carpi - il castello dei Pio, uno dei monumenti-simbolo fortemente lesionati dalle scosse - come sede per il convegno "A sei mesi dal sisma. Rapporto sui beni culturali in Emilia Romagna", realizzato in collaborazione con il Comune. L'evento, spalmato su due giornate, oggi e domani, sarà aperto dal ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi e sarà l'occasione per parlare dei molti argomenti legati alla ricostruzione post sismica. Molto è stato fatto in così poco tempo - sono centinaia gli edifici storici e le chiese cadute o fortemente danneggiate - ma tanto resta da fare e se la priorità va data a chi deve riavere una casa abitabile, non vanno dimenticate la storia e l'identità dettate dalle antiche pietre. Basti citare l'immediata decisione dei restauri - con il centro di restauro attivato al Palazzo Ducale di Sassuolo per oltre 1200 opere d'arte - con la preparazione di una schedatura opposita di ogni singolo oggetto. Oltre a ciò per chiese e alcuni palazzi è stata eseguita la messa in sicurezza, cui è seguita la creazione di un database con la mappatura dei beni tutelati che servirà a tracciare la linea operativa. Insomma si dovrà, prima o poi e in fretta, arrivare al restauro e alla ricostruzione vera e propria dei monumenti. Ci sono ancora dei problemi, legati in particolare alle chiese. Nei centri lesionati l'inagibilità degli edifici sacri ha portato a varie soluzioni: a Novi si è costruita una chiesa in legno a fianco di quella storica inutilizzabile. A Mirandola e San Felice e Finale la messa è celebrata in alcuni tendoni. L'associazione delle Banche Popolari ha stanziato 600mila euro per costruire, entro poche settimane, una nuova chiesa a San Felice in un'area vicino al cimitero. Su quest'ultimo tema non è d'accordo la direttrice regionale Carla di Francesco che spiega: «Ricette precise sugli edifici lesionati non ce ne sono, dipendono dallo stato dell'immobile e sarà fondamentale il confronto con cittadini e amministrazioni. Poi ci sono chiese e palazzi che possono essere restaurati usando i mattoni originali, e sono il maggior numero. In altri casi si può costruire ex-novo intorno al rudere storico in altri casi complicati si può usare il concorso pubblico. In ogni caso servono anni. Sulle chiese però non trovo giusto usare dei fondi per costruire quando entro pochi mesi potrebbe esserci l'originale restaurato. Il timore è che una volte realizzate le nuove strutture il recupero di quelle originali sia spostato molto in là negli anni». I relatori che oggi e domani si alterneranno sul palco sono ventidue tra cui i soprintendenti Paola Grifoni, Filippo Maria Gambari e Stefano Casciu, l'assessore regionale Alfredo Peri, il vescovo Cavina, i sindaci di Carpi Campedelli, di Mirandola Benatti, di Finale Ferioli, di Reggiolo Bernardelli, di Mirabello Poltronieri.