«In questi anni si è assistito a un aumento dell'occupazione nel campo dell'arte e della cultura, anche se si è talvolta esagerato nel promettere un'espansione del settore. Settore che si è comunque avvantaggiato della flessibilità. Con la riforma, ve lo assicuro, non abbiamo voluto ridurla ». Il ministro del Lavoro Elsa Fornero è intervenuta ieri mattina in videoconferenza al workshop «Beni culturali e imprese. Musei aperti, musei chiusi. L'evoluzione delle relazioni industriali nei beni culturali », organizzato dalla Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali all'Unione Industriale. Prima di lei, oltre alla «padrona di casa» Licia Mattioli, era intervenuto il presidente della Consulta Lodovico Passerin d'Entreves: «Senza una flessibilità del lavoro e relazioni industriali moderne, l'evoluzione dei musei rischia di fermarsi, la concorrenza di altri paesi potrà sottrarre flussi turistici e le risorse delle aziende verso i beni culturali potranno trovare altre occasioni di allocazione ». Parte da Torino l'allarme sull'eventualità che i musei possano anche chiudere: «Un'idea che mi fa inorridire, credo che per fronteggiare la crisi occorra creare un sistema sempre più forte ha affermato l'assessore alla Cultura della Città Maurizio Braccialarghe Ci troviamo però di fronte a due problemi, che riguardano le frammentazioni sia del mondo del lavoro, perché i lavoratori dei nostri musei sono sottoposti a quattro diversi tipi di contratti, sia delle proprietà dei musei». Una frammentazione che per il vice presidente di Confindustria Alessandro Laterza rappresenta però anche un punto di forza: «Noi portiamo spesso Torino a esempio di città in cui i problemi vengono affrontati. È vero, ci sono proprietà diverse nei vostri musei, ma sono segno di ricchezza: penso per esempio al caso del Museo del Cinema, cui partecipano vari enti, o al caso dell'Egizio gestito, pare bene, da una Fondazione». Tema su cui, nell'ambito di una tavola rotonda cui ha preso parte la presidente Fai Ilaria Borletti Buitoni, è intervenuto anche il sottosegretario del Mibac Roberto Cecchi: «Facciamo attenzione però, le fondazioni non sono la soluzione dei problemi, bensì uno strumento d'uso». Poi, da parte di Cecchi, ancora parole di elogio per Torino: «È una città, non lo dico per piaggeria, che ha dimostrato come sia possibile riconvertirsi da un tipo di produzione a un'altra, dall'industria alla cultura».
Fornero: "Le promesse della cultura sono difficili da mantenere"
Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha intervenuto in un workshop sul settore dei beni culturali e dell'arte, sottolineando l'importanza della flessibilità nel lavoro e delle relazioni industriali moderne per evitare la chiusura dei musei. L'assessore alla Cultura di Torino, Maurizio Braccialarghe, ha espresso preoccupazioni per la frammentazione delle proprietà dei musei e ha affermato che questa è un punto di forza per la città. Il sottosegretario del Mibac, Roberto Cecchi, ha sottolineato che le fondazioni non sono la soluzione dei problemi, ma uno strumento d'uso. La città di Torino è stata elogiata per aver dimostrato come sia possibile riconvertirsi da un tipo di produzione a un'altra.
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