Il volume viene presentato oggi alla Triennale: 178 nomi compresi designer e grafici CHE la Lombardia sia il motore del "made in Italy" è una verità che assomiglia a un luogo comune. Così come non è certo una novità che in Milano e nel suo territorio si concentra la più alta percentuale di laboratori creativi e la quasi totalità delle punte d'eccellenza nel campo del design, della grafica e dell'architettura. Quanto è grande però questo "tesoretto" è una questione che le statistiche non hanno mai seriamente considerato e una geografia dei centri di produzione di questa ricchezza non é ancora stata tentata. Ci prova una pubblicazione edita in questi giorni dal Casva, il Centro di Alti Studi sulle Arti Visive del Comune di Milano, che, insieme alla Soprintendenza Archivistica e al Politecnico, presenta oggi alle 18 al Teatro Agorà della Triennale il "Censimento degli Archivi di Architettura, Design e Grafica in Lombardia" (a cura di Graziella Leyla Ciagà), una voluminosa (e preziosa) banca dati di 178 archivi, dalla "A" di Franco Albini alla "Z" di Silvano Zorzi. Conservati ancora nei loro luoghi di produzione o custoditi in apposite Fondazioni (Albini, Castiglioni, Magistretti, Portaluppi, Rossi), in Università, Biblioteche, Musei o Archivi di Stato, questi archivi disegnano una vera e propria rete del talento italiano: una mappatura di laboratori ancora operativi o di centri di ricerca aperti alla curiosità del pubblico, che per la prima volta il censimento riesce a far emergere in tutla sua imponente estensione, stabilendo una linea di continuità tra il passato e un vitale presente. Non è infatti l'elegia funebre di una Spoon River dell'italian design, ma la (provvisoria) carta d'identità di una vitalità creativa e di una memoria attiva: testimoniata dall'adesione entusiasta di tutti quegli studi (da Cerri e Lupi a Gregotti, De Lucchi, Citterio, eccetera) che hanno acconsentito ad entrare in questa rete e r rendere testimo nianza di un patrimonio diffuso e molecolare e per la giusta convinzione che un archivio non è un deposito di cose morte, ma al contrario un laboratorio di conoscenza e di operatività. Oltre che una risorsa per la ricerca, il censimento è anche uno strumento di lavoro, indispensabile per gli organi di tutela per preservare tempestivamente il passato (come si sarebbe fatto il reta stauro del grattacielo Pirelli se non fosse stato disponibile l'archivio storico dei disegni di Gio Ponti, ad esempio?) e per far rimanere in Italia un patrimonio costantemente insidiato da musei e fondazioni straniere. Sono ancora aperte le ferite per gli archivi Zanuso, Minoletti e Viganò finiti oltralpe a Mendrisio, oltre alle tante "carte" e disegni di Aldo Rossi consultabili solo al Getty Center di Los Angeles e alle "incursioni" del parigino Beaubourg, che tanti danni hanno causato ad archivi ancora esistenti a Milano mutip landone la completezza con la sottrazione di poche opere scelte. La raccolta ed elaborazione dei dati ha coinvolto il lavoro di circa 30 giovani ricercatori, qualificandosi così come vera e propria start up di un'iniziativa di valorizzazione che attende una rinnovata attenzione da parte del Comune (proprio ora che Rina La Guardia, direttrice del Casva e animatrice del progetto, lascia il suo incarico), oltre che dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti e dal Cosmit, che potrebbero dare un fattivo contributo anche in vista dell'Expo perché si sviluppino in maniera adeguata e innovativa tutte le enormi potenzialità di un'iniziativa culturale che porta alla luce e a contatto con il pubblico i veri segreti dell'italian style.
MILANO - Archivi degli architetti lombardi un censimento contro gli espatri
Il Casva, il Centro di Alti Studi sulle Arti Visive del Comune di Milano, ha presentato oggi alla Triennale il "Censimento degli Archivi di Architettura, Design e Grafica in Lombardia". Il censimento, curato da Graziella Leyla Ciagà, contiene 178 archivi, tra cui quelli di Franco Albini, Castiglioni, Magistretti, Portaluppi e Rossi. Gli archivi sono conservati in luoghi come Università, Biblioteche, Musei o Archivi di Stato. Il censimento stabilisce una rete del talento italiano e mostra una continuità tra il passato e il presente. È una risorsa per la ricerca e uno strumento di lavoro per gli organi di tutela.
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