Dell'antico castello di Bordogna, in alta Valle Brembana, non restano che le mura di cinta e le due torri, da cui, forse, un tempo i signorotti del posto cercavano di difendersi dagli attacchi nemici. Difese murarie che probabilmente non furono sufficienti, all'inizio del 1400, per contrastaro l'assalto della Repubblica di Venezia. Intorno a quel periodo, molto probabilmente, il castello venne distrutto. Ora non restano che pochi ruderi, un muro con altezza variabile dai 20 centimetri ai tre metri e due torri, sempre in pietra, con altezza massima di tre metri. L'Amministrazione comunale di Roncobello, guidata dal sindaco Antonio Gervasoni, ha deciso di recuperare, per quanto possibile, e valorizzare una delle sue pagine di storia più antiche e forse anche più affascinanti. Nell'ultima seduta del Consiglio comunale ha inserito a bilancio una spesa di 20 mila euro, fondi che serviranno per l'acquisto del terreno su cui sorgeva l'antico castello {oggi di proprietà privata) e per i primi interventi di recupero. L'obiettivo è quello di rendere accessibile e visitabile quel che resta del castello, creare eventualmente un parco, un percorso turistico che oltre all'antico castello, comprenda il mulino di Baresi (il cui recupero è stato finanziato dal Fondo italiano per l'ambiente, tramite Banca Intesa e il ministero dei Beni culturali) e la chiesetta della Forcella, la più antica della Val Secca, dove sorge Roncobello. Ma parlare di percorso turistico-culturale è ancora prematuro: innanzitutto il Comune dovrà acquistare il terreno su cui sorgono i resti del castello. Le trattative sono in corso e dovrebbero concludersi in breve tempo. Le ricerche storiche sull'antico castello sono state intanto affidate a Gabriele Medolago di Almenno San Bartolomeo. «Sono già stati fatti alcuni sopralluoghi con la Soprintendenza e un archeologo spiega Medolago, che recentemente ha pubblicato, con Roberto Boffelli, un libro sulla storia della chiesa di Bordogna -, ma per avere maggiori informazioni occorrerà attendere i saggi che verranno fatti in primavera. Sono già stati fatti i rilievi topografici della zona mentre il progetto esecutivo per il recupero sarà steso una volta effettuati i sopralluoghi. Gli esperti della Soprintendenza, comunque, hanno già detto che ci sono buone possibilità di trovare, oltre ai rèsti della fortezza, strutture preesistenti». Oggi i ruderi del castello di Bordogna sono coperti dalla neve e poco visibili, quindi, per ulteriori sondaggi occorrerà attendere la bella stagione. L'antica fortezza si raggiunge dalla strada comunale che si stacca dalla provinciale Bordogna-Roncobello: da qui si arriva alla località Forcella, si lascia l'auto su un piazzale, quindi tramite un sentiero nel bosco, dopo dieci minuti, si arriva ai ruderi del castello. Sulla storia della fortezza Gabriele Medolago ha trovato documenti negli archivi vescovile e di Stato a Bergamo, che ne testimoniano la sicura presenza dal 1400. «Ma dalle analisi dei manufatti - spiega lo storico di Almenno San Bartolomeo - è stato possibile stabilire che il castello esisteva già dal XII secolo. In quel periodo, quasi certamente, apparteneva alla famiglia ghibellina Fondra di Bordogna che nel 1148 aveva ricevuto il feudo dal vescovo. Fu probabilmente la Repubblica di Venezia, a inizio del 1400, a distruggere il castello». Ma altre sorprese potrebbero arrivare dai sondaggi previsti nei prossimi mesi.
Bordogna, un parco sui ruderi del castello
Il castello di Bordogna, in alta Valle Brembana, non resta che le mura di cinta e le due torri. Probabilmente distrutto all'inizio del 1400 dall'assalto della Repubblica di Venezia. L'Amministrazione comunale di Roncobello ha deciso di recuperare e valorizzare il castello acquistando il terreno e realizzando interventi di recupero. Le trattative per l'acquisto sono in corso. Le ricerche storiche sono state affidate a Gabriele Medolago di Almenno San Bartolomeo. Il progetto esecutivo per il recupero sarà steso una volta effettuati i sopralluoghi.
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