Per la Venice terminal passeggeri, quella dell'Ulss è un'«attenzione doverosissima» all'ambiente. «Ma perché solo per le grandi navi - si chiede il presidente della società, Sandro Tre-visanato - e non per altre fonti di inquinamento, magari più cospicue». Per gli ambientalisti, d'altro canto, le osservazioni dell'Ulss non fanno che confermare le preoccupazioni per questo traffico. E il comitato no grandi navi coglie l'occasione per chiedere al sindaco di intervenire in modo più incisivo. Fa discutere - come era prevedibile - la lettera con cui il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Ulss 12, Rocco Sciarrone, ha detto la sua sulla questione delle grandi navi. Due pagine, in risposta a un quesito del Comune, in cui si sottolinea come gli studi dell'Arpav non siano sufficienti per un'analisi del fenomeno, serve un'indagine più mirata sugli inquinanti emessi al passaggio delle navi. E intanto, per il principio di cautela, si suggeriscono tre azioni: la disattivazione dei radar, l'elettrificazione delle banchine (per consentire alle navi di spegnere i generatori), l'uso di carburanti a basso impatto. «Noi siamo arrivati a queste conclusioni da tempo, proprio perché ci preoccupiamo della salute dei nostri dipendenti prima e dei cittadini poi - commenta Trevisanato -. Fin dal 2007 ci siamo fatti promotori del primo accordo Venice Blue Flag per l'uso di carburanti puliti in banchina. Ora stiamo preparando una nuova edizione per l'uso di questi carburanti fin dall'ingresso in laguna. Costa e Msc si sono dette d'accordo, quest'ultima già lo fa». Per l'elettrificazione delle banchine, poi, c'è il progetto dell'Autorità portuale. «Non ci compete direttamente, ma stiamo spingendo in quel senso». Più difficile, a detta Trevisanato, la disattivazione dei radar per «una questione di sicurezza». Ciò detto, il presidente punta il dito sulla «spasmodica attenzione verso le grandi navi. Paghiamo ancora l'effetto del Giglio. L'attenzione dell'Ulss è doverosissima, per carità. Ma ci sono sorgenti più cospicue da controllare, a cominciare dai mezzi dell'Actv». Di tenore opposto il comunicato di Ambiente Venezia. «Il direttore del dipartimento di prevenzione dice cose che noi ripetiamo da oltre un anno a enti e istituzioni competenti». Ora servono «provvedimenti urgenti», dettati dalla «massima precauzione». Mentre il portavoce del comitato no grandi navi, Silvio Testa, chiama il causa in sindaco Giorgio Orsoni. A fronte di una lettera dell'Ulss che «smaschera gli studi assolutori di Autorità portuale e Vtp», scrive, il sindaco «non ha più alibi» e deve imporre da domani l'uso dei carburanti puliti e la disattivazione dei radar. Soprattutto deve commissionare «indagini serie su tutti gli inquinanti», con prelievi ai fumaioli e studi sulle ricadute dei fumi.
VENEZIA - Grandi navi. Non siamo noi a inquinare
Il presidente della società Ulss, Sandro Trevisanato, ha espresso preoccupazioni per l'ambiente a causa del traffico di grandi navi al porto di Venezia. L'Ulss ha chiesto al sindaco di intervenire in modo più incisivo per ridurre gli inquinanti. Il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Ulss 12, Rocco Sciarrone, ha scritto una lettera in cui sostiene che gli studi dell'Arpav non sono sufficienti per analizzare il fenomeno e ha chiesto indagini più mirate sugli inquinanti. Trevisanato ha suggerito tre azioni: la disattivazione dei radar, l'elettrificazione delle banchine e l'uso di carburanti a basso impatto.
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