Bernabè (Telecom) corteggia il senatore perché le opere siano donate al Mart di Rovereto e non alla Gamc di Viareggio Franco Bernabè non è solo uomo potente (guida Telecom, tanto per dire) ma è anche uomo di profonda cultura che ama, come non sempre i viareggini, la sua città. Bernabè è di Trento, il capoluogo trentino che divide con Rovereto (dove in realtà ha sede) il Mart. Che altro non è che il museo d'arte moderna disegnato con grande estro da Mario Botta. Questa lunga premessa per arrivare al punto: Franco Bernabè sta corteggiando Giovanni Pieraccini perché doni al Mart la sua collezione privata di quadri. Che, però, Pieraccin ha già pensato di lasciare e alla Gamc. Per capirci Pieraccini e la moglie Vera hanno donato alla nostra galleria d'arte moderna la loro collezione di opere grafiche. Un corpus che ha pochissimi uguali in Italia, se non in Europa. Ma la collezione privata del senatore socialista è fatta anche di una grande collezione di quadri, scultore, olii, disegni, vetrate. Veramente di tutto e di qualità. Ora quella collezione rischia di involarsi da Viareggio perché la Gamc è senza più spazi, mentre il Mart avrebbe sale per una esposizione permanente intitolata a Pieraccini. Che, purtroppo, conferma tutta la storia, per filo e per segno. «Vogliono che la mia collezione di quadri venga donata al Mart, che è museo e centro d'arte di sicura qualità internazionale. Ma io sono viareggino e voglio che queste mie opere restino a Viareggio». Ma c'è un però. Che la Galleria d'arte moderna e contemporanea non ha più spazio per ospitare quadri. E così dei tagli di Lucio Fontana (di altissima qualità e anche prezzo), delle opere di Guttuso, Capogrossi, Turcato, del gruppo Cobra, di Gentilini rischiamo di non vedere niente. La questione dello spazio di palazzo delle Muse è facilmente riassunta dal senatore Pieraccini. «All'interno del palazzo lo spazio già esiste. Sono le stanze che ospitano la Fondazione Carnevale spiega Pieraccini si tratta di un progetto già noto. La Gamc si deve allargare per ospitare nuove acquisizioni e la Fondazione è previsto da tempo che vada alla Cittadella del Carnevale, che poi è la sua sede naturale». Insomma c'è il rischio di rinunciare ad una importante collezione del Novecento per un mero problema di trasloco. E intanto altre collezioni, pensiamo a quella donata dalla vedova di Vinicio Berti, languono negli sgabuzzini delle Muse. Ma Pieraccini pone un'altra questione sugli spazi. «Le Muse sono ormai sature, al di là della questione della Fondazione Carnevale. Per questo motivo andrebbe ben ponderata la decisione della Provincia di Lucca di vendere l'ex caserma dei carabinieri, dal'altra parte di via Mazzini. Una posizione che la rende perfetta appendice delle Muse e perfetta per qualsiasi ampliamento, anche della Gamc. Sarebbe quindi il caso che la Provincia ripensasse alla sua vendita oppure immaginasse di venderla ad un ente pubblico per ospitare nuovi spazi per la cultura». L'idea di Giovanni Pieraccini è anche abbastanza semplice. «Noi già abbiamo palazzo delle Muse, il centro Matteucci e villa Paolina con i suoi musei. Disporre anche della ex caserma dei carabinieri vorrebbe dire avere una cerniera di musei e spazi culturali in poche centinaia di metri. Un polo culturale legato all'arte moderna e contemporanea da fare invidia alla stessa Firenze, almeno su quel preciso periodo storico». Il senatore Pieraccini, mentre è pressato da tanti (non solo Bernabè) per donare le sue opere, guarda invece avanti e con in testa il bene di Viareggio. «Questo lo può anticipare premette Pieraccini ma a breve partirà la scuola della grafica, una istituzione di valore europeo guidata da Walter Rossi. Che è una autorità nel campo della grafica e per questo è stato chiamato a Pechino per organizzare una scuola come quella che, in virtù della nostra vecchia amicizia, aprirà a breve a Viareggio. Di questo sono molto soddisfatto, perché sarà una scuola unica in Italia. Ma devo aggiungere che nessun personaggio di Viareggio, a partire dall'allora sindaco Luca Lunardini, neanche si è degnato di salutare Walter Rossi che ha donato le macchine». Parte la scuola della grafica, mentre un autore della trasmissione di Michele Santoro, visitando la Gamc, ha dichiarato al "Tirreno" che è molto bella. «Sì ma intanto, lo scriva pure continua Pieraccini nel bilancio del Comune di Viareggio ci sono soltanto duemila euro per la Gamc. E zero lire per le acquisizioni di nuove opere. Ma un museo vero, oltre che di donazioni, deve vivere di acquisizioni, altrimenti perde slancio, vigore, anche la sua stessa ragione d'essere. Ed è per questo che qualche volta, illuso e sempre perdente nelle mie idee per Viareggio, penso di donare tutto a qualche altra città, a qualche altra istituzione culturali italiana». E non sarebbe giusto. I futuri viareggini devono poter scoprire e ammirare artisti come Gentilini ed Ensor, Carlo Carrà e Viani. Tutte opere, ma i nomi sono tantissimi, che fanno parte della collezione privata del sei volte ministro Giovanni Pieraccini. Viareggino.