Il ministro Ornaghi l'ha nominata alla guida della Fondazione Gli obiettivi anche in vista dell'appuntamento con l'Expo milanese OBIETTIVO: un milione di visitatori nel 2015. Evelina Christillin, da poche ore presidente del Museo Egizio, illustra gli obiettivi e le strategie del suo mandato. Proprio ieri si è insediata alla guida della Fondazione che governa il prestigioso museo Presidente Christillin, qual è lo stato di salute delle mummie? «Ottimo. Nel senso che nel 2012 il Museo avrà toccato i 650 mila visitatori nonostante il fatto che all'interno sia aperto un grande cantiere per il raddoppio». Quando inaugurerete il nuovo Museo? «Dobbiamo riuscirci entro il 2015, anno dell'Expo ci Milano. L'Expo potrà servire da traino trasformando l'Egizio in una delle visite offerte ai turisti che andranno alla rassegna di Milano. A quella data e con i nuovi spazi contiamo di raggiungere il milione di visitatori all'anno». Quali saranno i vantaggi della ristrutturazione? «Avremo la possibilità di esporre una gran quantità di reperti che in tutti questi anni sono rimasti invisibili al pubblico. Le collezioni di Drovetti e quella di Schiapparelli, che era il fratello del mio bisnonno ». Che effetto le fa custodire le collezioni del suo avo? «Beh, da bambini ci raccontavano le storie di quel bisnonno un po' strano che spendeva i soldi di famiglia per scavare in Egitto. Devo dire che questo incontro con le narrazioni di quando eravamo bambini mi emoziona abbastanza ». Qual è lo stato di salute dei bilanci? «Per l'ottanta per cento della spesa corrente il Museo si mantiene da solo. Per quanto riguarda il cantiere è stato decisivo l'intervento dei privati (le due fondazioni bancarie) e degli enti locali. Devo ringraziare certamente il sindaco Fassino e anche l'assessore regionale Michele Coppola». E il ruolo del governo? «E' stata molto importante la scelta compiuta a suo tempo dal ministero dei Beni Culturali che ci ha consentito di dar vita a una Fondazione mista pubblico privato. Una formula che sta dando i suoi frutti e che ha fatto da apripista ad altre esperienze che si stanno realizzando nel resto d'Italia. Un ringraziamento va fatto in particolare al ministro Ornaghi che ha creduto in questo progetto». Il Museo è una delle tre principali attrazioni turistiche di Torino, insieme a Venaria e al Museo del cinema. Quali rapporti avete con il musei di antichità egizie nel mondo? «Sono rapporti molto importanti che tiene la direttrice Elena Vassilika, una professionista straordinaria riconosciuta a livello internazionale. Proprio nei giorni scorsi era al Museo del Cairo per partecipare a un documentario della Bbc. A lei va anche il merito di essere riuscita a tenere aperto il museo nonostante la presenza del cantiere». Ci sarà un rapporto più stretto tra i due principali musei del mondo? «Penso che sia una direzione di lavoro importante. Proprio recentemente il sindaco Fassino, grazie alla sua rete di rapporti internazionali, ha contattato il presidente egiziano per invitarlo all'inaugurazione del Museo Egizio rinnovato». Si dice che esista tuttora un collegamento sotterraneo tra il palazzo dove ha sede il Museo Egizio e il teatro Carignano. Lo utilizzerà per dividersi tra i suoi due incarichi? «Ho sentito raccontare anche ioquesta leggenda. Verificheremo. E' un fatto che nei sotterranei del teatro Carignano ci sono colonne egizie sistemate in quel luogo nel Settecento». Cunicoli a parte, come concilierà i due incarichi? «Intanto, in tempi di ristrettezze economiche eviterò, naturalmente, di cumulare i due emolumenti. Rinuncerò a quello dell'Egizio. Dal punto di vista dell'impegno credo che riuscirò a conciliare i due incarichi allo Stabile e al Museo. Se un giorno scoprissi che invece sono diventati inconciliabili ne trarrò le conseguenze. Non sono attaccata alle poltrone con i ramponi».
TORINO - Christillin: "All'Egizio un milione di visitatori"
Il ministro Ornaghi ha nominato Evelina Christillin alla guida della Fondazione del Museo Egizio. Christillin, precedentemente presidente del Museo Egizio, ha illustrato gli obiettivi e le strategie del suo mandato. Il Museo Egizio ha raggiunto il milione di visitatori nel 2015, grazie all'Expo di Milano. La ristrutturazione del Museo ha permesso di esporre reperti invisibili al pubblico, tra cui le collezioni di Drovetti e Schiapparelli. Il Museo si mantiene da solo per l'ottanta per cento della spesa corrente, grazie all'intervento di privati e enti locali. Il ruolo del governo è stato importante, grazie alla scelta compiuta a suo tempo dal ministero dei Beni Culturali.
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