II cantiere: 45 I milioni di euro versati da CityLife al Comune per il Mac. 7: i milioni necessari per restaurare il Padiglione. L'idea Per il Guggenheim di Milano previsti 5 mila metri di sale espositive e 7 mila di giardini I costi di gestione: eccessivi. I volumi e gli spazi: modesti e forse inadeguati a ospitare collezioni sorprendenti e grandi performance. Il futuro del progetto: oscuro. La gestazione del Guggenheim di Milano è interrotta dal 30 settembre d'un anno fa, il giorno in cui Comune e CityLife hanno firmato la convenzione e confermato la volontà di realizzare il Museo d'arte contemporanea fra le torri dell'ex Fiera. Da allora: buio. C'è il progetto definitivo del Mac, un edificio che si contorce su una base quadrata: l'archistar Daniel Libeskind l'ha consegnato nel luglio del 2011. C'è il tesoretto su cui fondare l'operazione, cioè i 45,3 milioni di euro versati da CityLife al Comune nel dicembre 2010. Quanto al resto, solo incertezze. Il timore, dalle parti di Palazzo Marino, è che l'investimento sul Mac si riveli azzardato, rischioso, addirittura insopportabile per i precari equilibri di bilancio. Le stime dell'Università Bocconi annunciano una spesa fissa di almeno 6-7 milioni di euro l'anno. Ne vale la pena? Il Mac è l'opera pubblica più importante e prestigiosa inserita nel masterplan di CityLife (che, in totale, deve girare al Comune circa 245 milioni di euro tra oneri e contributi). Il progetto: 5 mila metri quadri di sale espositive, altri 7 mila di giardino per le sculture, un polo dell'arte «modellato» sugli esempi del Guggenheim di Bilbao e del Picasso di Malaga per un pantheon di artisti che va da Tony Cragg ad Anselm Kiefer, da William Kentridge a Shirin Neshat, da Franko B a Vanessa Beecroft e Marina Abramovic. Il contratto tra CityLife e Comune prevede una sorta di finanziamento «misto»: il privato costruisce la scatola e il pubblico governa l'istituzione culturale. I primi appalti dovevano partire quasi due anni fa. La decisione di congelare le procedure tradisce e denuncia le perplessità emerse nella giunta Pisapia. La frenata è nei fatti e consigliata dai tempi: le travagliate esperienze gestionali del Maxxi di Roma e del Madre di Napoli denotano fragilità e debolezze dei nuovi centri per l'arte contemporanea. Se questo è il quadro, il caso di Milano suggerisce un surplus di cautela: «La città offre già una rete di spazi per l'arte contemporanea riflettono a Palazzo Marino . Dal Pac di via Palestro a Palazzo Reale, dall'Hangar Bicocca al Museo del Novecento in piazza Duomo, fino al Museo delle culture extraeuropee che aprirà nel 2013 all'ex Ansaldo di via Tortona». E questa analisi, oltre ai dubbi sulla sostenibilità economica, a condizionare l'operazione del Mac «Un nuovo centro espositivo "puro" rischia di nascere vecchio e senza appeal». Guardiamoci attorno. Nel mega cantiere di CityLife sono stati quasi completati i palazzi residenziali disegnati da Libeskind e Zaha Hadid (prime consegne nel 2013), cresce sulle fondamenta il grattacielo Isozaki e sono state avviate le gare per la seconda torre Hadid. Lo storico padiglione 3 (ex Palazzetto dello Sport inaugurato nel 1923) sarà ristrutturato a breve con una spesa di 7,6 milioni di euro e poi consegnato alle scelte del Comune: sfumata l'idea del Museo del Bambino (dirottato alla Rotonda della Besana), potrebbe rinascere come Casa della Moda (a febbraio debutteranno Pitti Immagine e le collezioni «Super»). Aldilà delle barriere anche il Vigorelli aspetta il promesso piano di riqualificazione: il Comune ha pubblicato il concorso di idee e la cordata di CityLife ha garantito un contributo di 12 milioni di euro.
MILANO - Costi troppo alti. Bloccato il progetto del Mac.
Riassunto in 200 parole:
Il progetto del Museo d'arte contemporanea (Mac) di Milano è in sospeso. Il Comune e CityLife hanno firmato una convenzione nel 2010 per realizzare il progetto, ma non sono stati avviati gli appalti. Il progetto prevede 5.000 metri quadri di sale espositive e 7.000 metri quadri di giardino. Il costo di gestione è stato considerato eccessivo. Il progetto è stato interrotto anche dalla gestazione del Guggenheim di Milano, che è stata interrotta nel 2011. Il Comune ha versato 45,3 milioni di euro per il progetto, ma ci sono dubbi sulla sostenibilità economica.
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