Francesco Bruno frabrunounina.it MI riferisco all' intervento di Guido Donatone del 15 novembre. La città avvertiva, con paziente filosofia, il silenzio fragoroso di Italia Nostra sui tanti sconvolgimenti apportati di recente all' ambiente, alle tradizioni, al paesaggio e all' architettura (la Cassa Armonica di Alvino distrutta, lo sfacelo in cui versa la Villa comunale, lo stravolgimento quotidiano di via Caracciolo e via Partenope, la rotonda Diaz occupata da uno sciagurato stadio del tennis, i baffi della scogliera neanche rimossi malgrado l' impegno in tal senso verso la commissione edilizia e la soprintendenza, la risibile ciclabile, il massacro operato dalle auto in strade prestigiose e ricche di edifici storici come la Riviera di Chiaia e adiacenze) conoscendone le ragioni, legate a curiose coincidenze che, come spesso avviene, suggeriscono ai più l' antico adagio "il silenzio è d' oro". Ma, il silenzio, in questo caso, diventa un panegirico su quanto sta producendo e hanno in programma il sindaco e i suoi assessori. A questo atteggiamento dell' amico Donatone molti di noi non erano abituati e ne prendono ora atto. Così si comprende l' improvviso ammutolirsi di un personaggio apprezzato per le sue polemiche che, anche se non sempre condivise, hanno avuto certamente il merito di vivacizzare il dibattito cittadino e svegliare la società civile su argomenti in difesa del patrimonio ambientale. Ebbene, nel leggere l' intervento del presidente di Italia Nostra che, rifacendosi finalmente vivo, critica, e legittimamente, una proposta di legge della Regione Campania, sorprende non poco il peregrino attaccoa Giulio Pane che, a suo avviso, come progettista oltre che storico, non dovrebbe esercitare critica a commento di programmi urbanistici portati avanti dall' Amministrazione comunale, alcuni dei quali citati sopra e commentati criticamente da tantissimi tecnici, specialistie intellettuali, su giornali locali e nazionali. Ma, il potere, sappiamo da tempo, non ammette critiche.