Quanto guadagnano e quanto hanno a disposizione direttori e sovrintendenti del Mibac Retribuzioni da 70mila a 190mila euro per i gestori del patrimonio L'ultimo stipendio prima della pensione di Franca Falletti, direttrice della Galleria dell'Accademia di Firenze, ammonterà a 1.700 euro mensili, nonostante abbia guidato il quarto museo italiano più visitato nel 2011 con 1252.506 presenze paganti e 6.443.73925 euro di introiti tondi. La remunerazione di fine carriera della Falletti fa il pari con quella di Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze 1.766.692 visitatori e 8.639244,25 euro di introiti lordi nel 2011 che dichiarava lo scorso marzo in una "lettera denuncia" con altri 30 direttori di musei, privi di autonomia gestionale, un reddito mensile di 1.890 euro al mese. Per lo Stato sono dei normali "funzionari", non hanno la qualifica di dirigenti e questo li mette alla pari con il personale d'ufficio. Al Ministero per i Beni e le Attività culturali la loro retribuzione varia (con l'annuità) da 30 a 35mila euro lordi all'anno: da 1.600 a poco più di 1.900 euro netti al mese, il massimo della categoria. Nessuna indennità di funzione, nessuna compensazione aggiuntiva poiché il molo di "direttore di museo" non è previsto dalla struttura del Mibac. A pensare a tutto ci sono i direttori generali a livello centrale e regionale e i soprintendenti in una lunga catena di deleghe nella gestione, nella quale alla fine la struttura culturale gode di scarsa o nessuna autonomia gestionale ed economica. Modello territoriale invidiatoci a lungo all'estero, ma che oggi mostra inefficienze e merita una razionalizzazione affinché le direzioni regionali, smettano di essere super-soprintendenze. Prima di passare a analizzare le caratteristiche organizzative e retributive del Ministero bisogna sapere questi dirigenti che cosa gestiscono in termini di beni culturali e di risorse stanziate alla cultura nel nostro paese. Si sa che l'Italia conta il più alto numero di siti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco, seguita da Spagna, Cina e Francia. Su un totale di 936 siti Unesco ben 47 sono italiani (5) di cui 44 siti culturali e tre naturali Nonostante questo, negli anni dal 2000 al 2011 gli stanziamenti iniziali del Ministero, pari alla quota dello 0,39 del bilancio dello Stato, sono via via scesi a circa lo 0,19, e anche se rapportati al Pil sono andati via via calando La fotografia annuale mostra che gli stanziamenti definitivi, anche se sistematicamente più elevati di quelli iniziali, sono diminuiti costantemente in valore assoluto dal 2000, quando lo stanziamento definitivo di competenza era stato pari a 2,398 miliardi di curo, per attestarsi nel 2011 a 1,807 miliardi. Per il triennio 2012-14 l'assegnazione ammonta per l'anno 2012 a 1.687.429.482 euro (021 del bilancio dello Stato), per il 2013 a 1.673.088.469 e per il 2014 a 1.654.886.737 euro. La distribuzione delle risorse finanziarie nel 2012 è così prevista: 1371.409.968 per la spesa corrente (la maggior parte per il funzionamento - 869 milioni, 397 milioni per gli interventi e 105 di oneri comuni), 306.316576 per la spesa in conto capitale (tutta destinata a investimenti) e, infine, 9.702.938 oneri del debito pubblico. I numeri del nostro patrimonio culturale sono da capogiro e l'organizzazione periferica territoriale prevede per gestirli 17 Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici, 19 Soprintendenze per l'archeologia (più due autonome), 32 Soprintendenze peri beni architettonici e paesaggistici, 19 Soprintendenze per il patrimonio storico artistico (più quattro poli museali), 47 biblioteche nazionali, 17 Soprintendenze archivistiche, 104 Archivi di Stato e 430 musei statali e aree archeologiche (ma i musei in Italia in tutto sono 4mila). A gestire tutela, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio, il Ministero ha un organico composto da 29 dirigenti di prima fascia con uno stipendio medio di 171.213 euro, 194 dirigenti di seconda fascia con una remunerazione media annua di 80.504 euro e 21.232 dipendenti non dirigenziali. Pochi i giovani, l'età media del personale è di 53,97 anni e quella dei dirigenti intorno a 57,91 anni. Il 20,86 dei dipendenti possiede una laurea e il 94,67 dei dirigenti. Questa squadra riuscirà a migliorare il futuro del nostro patrimonio? Per farcela, chi ha la responsabilità diretta delle strutture culturali dovrebbe avere gli strumenti diretti di gestione e autonomia economica per attrarre in base ai risultati (qualitativi e quantitativi) finanziamenti pubblici e privati.