Restauri con i fondi dell'Ue, i comitati protestano: la città non tutela i suoi beni Il centro storico di Napoli si rifa il look. Entro l'estate 2013 infatti partiranno i cantieri delle opere da riqualificare nel centro antico della città grazie ai 100 milioni messi sul piatto dall'Ue e strappati in extremis dal Comune, come annunciato ieri dal sindaco Luigi de Magistris, durante il convegno nazionale per la celebrazione dei 40 anni della convenzione del patrimonio mondiale Unesco. «Siamo riusciti ad evitare il funerale dei 100 milioni che serviranno per tutelare e riqualificare il patrimonio Unesco che c'è nella nostra città. Un grande risultato, figlio del fortissimo impegno messo in campo negli ultimi mesi dall'amministrazione, in sinergia con la Regione». Una risposta importante di fronte alle associazioni, con il Comitato di Portosalvo in testa, presenti ieri mattina alla «Federico II», che hanno manifestato il loro dissenso: «Vogliamo uscire dall'Unesco perché Napoli non fa niente per tutelare i suoi beni e tanto vale farci da parte». Il sindaco si dice aperto al dialogo: «Non so che interessi facciano. Se è una provocazione per spingerci a fare sempre meglio, va bene, ma non trovo giusto farla adesso, proprio con chi è riuscito a recuperare finanziamenti che, altrimenti, sarebbero andati persi». Nello specifico, i primi 35 milioni serviranno per la riqualificazione, i restanti 65 per i restauri dei monumenti. Ma sicuramente c'è ancora tanta strada da percorrere, come sottolinea anche Claudio Ricci, sindaco di Assisi e presidente dell'Associazione italiana siti Unesco, che evidenzia: «La gestione e la tutela di questi siti protetti è ancora lenta per mancanza di fondi e perché non esiste a livello europeo una rete dei siti Unesco ed è quello che vorremmo realizzare per scambiare idee e prassi. «Napoli è la Campania non corrono alcun rischio di essere cancellati dalla lista Unesco - continua Ricci -. Si stanno rispettando i vari passaggi richiesti». Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso il suo vivo apprezzamento per l'iniziativa: «Ogni singolo Paese e l'intera Comunità mondiale - si legge in una nota - devono infatti impegnarsi per evitare che il proprio retaggio culturale, storico, artistico e paesaggistico venga trascurato o peggio disperso, affinché posso essere integralmente trasmesso alle generazioni future».