IL PROGETTO DEI PONTI SULLA CIRCONVALLAZIONE DI DOMINIQUE PERRAULT RIDISEGNARE le città dai suoi lembi estremi, da quelle periferie che sempre più frequentemente divengono punto di partenza per progettare nuovamente gli spazi urbani. Ed integrare ciò che forma il sostrato dei secoli con il necessario respiro della contemporaneità, parola foriera di stranezza e distanza, ma che in realtà è solo l'involucro che racchiude il tempo presente. Gettare un ponte, dunque, collegare e mettere in relazione: ed è proprio questo il progetto degli attraversamenti pedonali sulla circonvallazione, presentato ieri da Dominique Perrault già autore della Biblioteca nazionale di Parigi insieme al sindaco Diego Cammarata e al presidente della Regione Salvatore Cuffaro. L'architetto francese progetterà in città per cielo e sottoterra: infatti insieme alle "passeggiate soprelevate"così le definiscesu viale Regione Siciliana, Perrault sarà l'autore, insieme ad una cordata di studi internazionali, della metropolitana leggera. «Questi pontispiega Dominique Perrault che insieme alle animazioni virtuali della soprelevata ha mostrato alla presentazione una moquette del progetto sono pensati per collegare luoghi divisi dal passaggio delle automobili. Questo quartiere periferico risulta abbastanza frammentato. Le "passeggiate" potranno diventare un modo per riappropriarsi di questa parte della città». Pedoni e biciclette per "ricucire" piazzale John Lennon (ex Giotto) con il versante opposto, piazza Einstein, ovvero l'inizio di via Leonardo daVinci, e ancora una parte dell'Uditore con via Carnevale. «Il passaggio pedonale verrà realizzato in due franche di lavori dice Diego Cammaratail primo stralcio verrà realizzato entro l'anno, per un importo di circa 3 milioni di euro. Tutta l'opera verrà ultimata entro due anni dall'inizio del cantiere». Il presidente Cuffaro ha garantito la copertura dell'intero progetto, il cui costo complessivo sarà di 10 milioni di euro: anche perché uno dei "bracci" degli attraversamenti arriverà proprio dove dovrebbe sorgere il nuovo palazzo della Regione, al momento un'area verde. Molte le rassicurazioni delle istituzioni: ma al momento, però, il progetto non è stato finanziato. «Attingeremo ad una misura di riqualificazione urbana prosegue Cammarata l'esecutivo sarà pronto in estate, il cantiere avviato entro la fine dell'anno. Investiremo sull'architettura d'avanguardia». E tra i luoghi pubblici, si parla del nuovo stadio. Anche per questo, anticipa il sindaco, è in vista la firma di un architetto contemporaneo. La prima fase vedrà la realizzazione di due soprapassi di 300 metri ciascuno per collegare il parcheggio e il terminal dei bus di piazzale Lennon con l'area verde sul lato monte della circonvallazione, in due punti: accanto alla rotatoria di viale Leonardo daVinci e a fianco della via Giorgione. Per Perrault i progetti palermitani seguono un filo conduttore ideale comune, sia che si tratti di soprelevazioni che di underground. «La città e il contemporaneo devono trovare una relazione dice l'architetto francese credo che la chiave per fare ciò sia costruire rispettando quello che esiste: quindi senza timore reverenziale. Altrimenti si rischia che il centro storico divenga una sorta di museo. Dove la vita, però, si svolge altrove». Il progetto degli attraversamenti chiama in causa il movimento, lavi taquotidianadeipe-doni: quattro le passerelle, la cui lunghezza varia dai 150 ai 500 metri, per una estensione complessiva di un chilometro e 250 metri e una superficie di seimila metri quadrati. La larghezza massima sarà di4 metri e l'altezza, rispetto al piano stradale, raggiungerà i 6 metri. La realizzazione dei sistemi di attraversamenti sopraelevati consentirà di eliminare i semafori pedonali, rendendo il traffico più scorrevole. Il tempo stimato per l'attraversamento va, a seconda della distanza, da 4 minuti al quarto d'ora. I percorsi si sviluppano secondo archi di circonferenza di differente raggio, che si intersecano in snodi e piazze di sosta da cui poter osservare l'ambiente circostante dall'alto. I tre punti più alti, pensati come terrazze di sosta, saranno collegati a terra con scale e ascensori, e una delle piazzole di sosta si affaccerà sulla stazione dei bus. I collegamenti verticali serviranno anche per unire la terrazza ad uno spazio chiuso al piano terreno, che verr utilizzato come ufficio informazioni e biglietteria. «Il tema è quello della leggerezza prosegue Perrault adoperando le tecnologie moderne, ma essendo il meno possibile in-vasivo. L'attenzione è rivolta allo spostamento del pedone, al suo modo divedere e fruire degli spazi urbani». Nicola Leone: "E adesso rottamiamo le periferie" SCATOLE ad incastro o pareti metalliche curve, vele di cemento e facciate di vetro e metallo: edifici che esprimono, ancorprima che unaformaestetica, un segno sociale. Spesso al centro dei più duri fatti di cronaca, le periferie tornano alla ribalta e chiedono spazio: per recuperare identità, ma anche per far conoscere lati opposti della stessa medaglia. Progettare Palermo, allora ma come? E come dialogare con il suo tessuto urbano? Nicola Giuliano Leone, preside della Facoltà di Architettura di Palermo, risponde: «Ci sono punti critici, è vero, ma anche parti che funzionano. Proprio dove sorge la circonvallazione, a dire il vero, alcuni punti sarebbero da rivedere». Preside, un voto al piano regolatore della città... «Nel bene e nel male ha organizzato pezzi di città». Nel male? «Sicuramente la distruzione delle ville dei Colli. È fallito anche nel rapporto con il mare, non c'è una passeggiata a mare che possa dirsi tale. I problemi più grossi riguardano i grandi "bracci" storici. Ha formato dei recinti nel cuore della città. Anche la zona dell'Oreto rimane esclusa e andrebbe ripensata, insieme al verde. Comunque il piano regolatore ha dato un senso all'urbanistica». E per le periferie cosa proporrebbe? «Rottamarle. Sostituendole con progetti di qualità. E considerare che mettere palme dappertutto non risolve i problemi». L'architettura contemporanea era stata un po' bistrattata. Molto spesso la risposta era quel-la dell'eccessiva presenza di "storia" e "antico" in città. Eppure altrove si costruisce... «Le città hanno bisogno di dialogare con l'antico. Ma abbiamo emblematizzato troppo la storia, e contemporaneamente l'abbiamo anche distrutta, maltrattata, cancellando o danneggiando preziose testimonianze, basti pensare alle speculazioni edilizie. Occorre riflettere: il moderno e il contemporaneo sono pensiero, costruzione filosofica. Così come è avvenuto per l'antico». I suoi edifici moderni preferiti? «L'Enel di Samonà, la piscina comunale di Pirrone. Ma anche altri edifici di Fodera e Carpintieri». E di questo progetto di Perrault che ne pensa? «Certo sarebbe stata una bella occasione per un concorso internazionale. C'è un po' di esterofilia. Comunque va bene, è sicuramente un firma di qualità. Forse gli edifici pubblici sono più nelle sue corde, questo è un progetto alla Calatrava Ma ripeto, è un buon modo per parlare di architettura contemporanea a Palermo. Ci vuole più coraggio a costruire che a conservare». p.n.