La città e le crociere. Affollata assemblea a San Leonardo. Assente il Porto Tra le ipotesi alternative l'ampliamento dell'off shore VENEZIA - «Questa amministrazione con un atto ufficiale del Consiglio, il Pat, ha decretato che le navi incompatibili con la laguna vadano estromesse». Così l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin ha iniziato il suo intervento davanti a 150 cittadini all'assemblea pubblica organizzata dalla Municipalità, ieri in sala San Leonardo, sul tema della portualità. «La decisione strategica è stata presa, ora servono provvedimenti per ridurre l'impatto delle navi in questo periodo di transizione e poi, con studi indipendenti alla mano, va decisa l'alternativa», prosegue l'assessore, indicando le aree critiche in cui intervenire subito: inquinamento dei radar e di zolfo, e questioni di idrodinamica. Bettin ritorna sulla fotografia di qualche giorno fa, che ritrae la grande nave entrare in bacino durante la mare eccezionale. E propone di bloccare le navi fuori dalla bocca di porto quando la marea supera i 110 cm o quando è troppo bassa. Riguardo l'inquinamento, le richieste sono quelle di usare i radar il meno possibile fin dalla bocca di porto, obbligare l'uso di carburanti a bassissimo contenuto di zolfo, entrare a velocità ridotta, stando in centro al canale, e usare l'alimentazione elettrica quando la nave è in banchina. A Pat approvato definitivamente, ha spiegato Bettin, c'è tempo 180 giorni per commissionare studi indipendenti per capire quali sono le grandi navi ammissibili, o si potrebbe usare l'indicazione delle 40 mila tonnellate contenuta nel decreto Clini-Passera. «Non vogliamo mettere in discussione il beneficio economico portato dalle crociere, ma va soppesato ai costi ambientali, di salute e i costi per la città», prosegue. Per Bettin vanno studiate tutte le alternative. C'è l'ipotesi Marghera, in zona industriale («non vogliamo scempi in Dogaletto o in cassa di colmata»), c'è il nuovo canale Contorta («che trovo inaccettabile perché è come portare in città il canale dei Petroli»), e la soluzione esterna: cioè il terminal a Malamocco, alla bocca del Lido o l'estensione del porto off-shore anche per le crociere. Servono studi per aprire una discussione trasparente e pubblica, dice Bettin. «Il Comune ha deciso - sottolinea - ora decida il governo o ci dia poteri per decidere». L'assessore ha incassato il plauso di Cristiano Gasparetto, Italia Nostra, per la «scelta» del Comune e quello di Luigi Lazzaro, presidente Legambiente, per il progetto di studi indipendenti. Il portavoce del Comitato No Grandi navi Silvio Testa, assente per impegni, ha affidato a uno scritto l'analisi delle difficoltà che avrà il traffico portuale con il Mose spesso chiuso per l'aumento delle acque alte. Grandi assenti l'Autorità portuale e la Capitaneria. «Non hanno potuto o voluto partecipare», dice Erminio Viero presidente della Municipalità. L'Arpav ha ripresentato gli studi sulla qualità dell'aria, realizzati tra febbraio e giugno, secondo i quali solo biossido di azoto e polveri sottili superano i limiti. Ma Luciano Mazzolin di Ambiente Venezia ha chiesto che le analisi siano fatte direttamente sui camini delle navi con un modello per verificare la ricaduta degli inquinanti sul territorio.