Il sindaco dice no alla direttiva ministeriale sul "decoro" PIACENZA - Direttiva Decoro (quella firmata dal ministro Lorenzo Ornaghi a tutela dei beni artistici ed architettonici e che mette a rischio la permanenza dei mercati degli ambulanti nei centri storici), il sindaco di Piacenza Paolo Dosi non tentenna: «Ferma intenzione di mantenere il mercato in centro storico». Critica il provvedimento anche il consigliere comunale Giovanni Botti (Pdl). Direttiva Decoro (quella firmata dal ministro Lorenzo Ornaghi a tutela dei beni artistici ed architettonici e che mette a rischio la permanenza dei mercati degli ambulanti nei centri storici), il sindaco di Piacenza Paolo Dosi non tentenna: «Ferma intenzione di mantenere il mercato in centro storico». In merito alla Direttiva decoro emanata dal Ministero dei Beni Culturali e recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, il sindaco Paolo Dosi ha rimarcato «la ferma intenzione, da parte dell'Amministrazione comunale, di mantenere il mercato cittadino nel cuore del centro storico. La collocazione attuale - ricorda infatti Dosi - è il frutto di un percorso partecipativo e di una decisione condivisa con le associazioni di categoria e gli operatori del settore: una scelta che i piacentini hanno già mostrato con chiarezza di apprezzare, anche per la continuità con una tradizione fortemente radicata, che ci permette di valorizzare e promuovere il sistema commerciale del centro nel suo complesso». «Sarà mia premura consultarmi con la Soprintendenza per effettuare tutte le verifiche del caso - aggiunge il sindaco - ma posso affermare sin d'ora che il nostro orientamento è quello di confermare la disposizione del mercato così come è strutturato oggi: non solo riteniamo che non arrechi alcun disagio sotto il profilo del decoro urbano, ma crediamo anzi che rappresenti un elemento caratterizzante e un'ulteriore attrattiva per la rivitalizzazione della città». «Nel Paese con il patrimonio artistico più ricco del pianeta - sostiene il consigliere comunale Giovanni Botti (Pdl) - una direttiva di questo genere limita fortemente il commercio, lo sviluppo economico, e la rivitaIizzazione dei centri storici, a discapito del turismo e della qualità della vita. Ci auguriamo che Piacenza non perda il mercato nel cuore della città, e auspichiamo un ravvedimento da parte del Ministero. Nel tempo dei governi tecnici, si facciano riforme davvero tecniche: se si vuole difendere il patrimonio artistico delle nostre città, si definiscano regole precise per evitare un eccesso o un abuso delle attività ambulanti sul suolo pubblico in aree, appunto, sensibili. Generalizzare interventi di divieto è contrario al principio di autonomia locale. Imporre divieti valevoli da Piazza San Marco a Piazzetta "Mercanti" (e la citazione è puramente voluta) è scelta quantomai lontana dalla realtà e dalla storia del nostro Paese. Come mi disse un amico trasferitosi da Milano, con una battuta sulla nostra qualità della vita: "Bella Piacenza, certo che poter andare in bici a prendere la verdura nella piazza principale, è una fortuna che non tutte le città hanno". Ci auguriamo che nel futuro anche altri la possano ripetere», conclude Botti.