STANDING OVATION Applausi per Amato quando ha criticato il degrado romano e platea in piedi per il Capo dello Stato ROMA. Una platea gremita di operatori del settore, artisti, studenti, rappresentanti delle istituzioni, quella del teatro Eliseo di Roma, che ha ospitato ieri gli Stati generali della cultura, evento organizzato dal Sole-24 Ore, dall'Accademia dei Lincei e dall'Istituto dell'Enciclopedia italiana. Accorsi tanto numerosi che è stato necessario aprire anche la sala del teatro Piccolo Eliseo per accoglierli. Ottomila persone hanno seguito l'evento, 7mila in diretta web e mille nelle platee dei due teatri. E emersa un'Italia che vive sulle spalle di un grande passato, che deve riscoprire la centralità della cultura come moto- re dello sviluppo economico-sociale del Paese. Un evento aperto al mondo della cultura dal quale è emerso evidente il malumore del settore verso le scelte in campo culturale del Governo. Tanto che i discorsi dei ministri Lorenzo Ornaghi, Francesco Profumo e Fabrizio Barca sono stati più volte interrotti dalla platea con richieste di concretezza e manifestazioni di ansia sul futuro. «Ministro perché non ci dice cosa sta succedendo? Siamo stanchi di sentire solo parole», ha detto uno spettatore dalla terza galleria del teatro Eliseo al ministro della Cultura Ornaghi. Per il ministro il nodo è il «buon uso delle risorse». Anche il ministro Profumo è stato interrotto più volte: da una studentessa che chiedeva certezze per il suo futuro, da una signora che criticava i soldi dati alla scuola privata, da un uomo sulla riforma Fornero. Più tardi è la volta del ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca. «Una platea che sembra il Sulcis», ha detto il ministro, interrotto dalle domande del pubblico, presenti anche gli occupanti del Teatro Valle. Barca ha detto che ciò che «unisce il Sulcis al mondo della cultura sono i tanti progetti fatti in passato. Progetti cattivi e inesistenti». Ha sottolineato che quella del pubblico è «una vivacità che segnala il ritorno di domanda e di voce». Ha detto che «il confronto informato è il sale della democrazia, aiuto per noi e per il prossimo governo». Applausi hanno invece accompagnato l'intervento di Giuliano Amato, presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani. Scroscianti quando ha detto che non è giusto far degradare i beni storici e artistici, esporli all'abbandono, al turismo di massa, alla devastazione. Nel mirino «i pullman che sconvolgono il traffico romano, che sconnettono i sampietrini, che impediscono la vista». Cose che non accadono «in nessuna città d'arte che abbia il rispetto di sé». Standing ovation per il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Applausi continui, fin dal suo arrivo in sala e poi nel corso del suo intervento, quando ha preso la parola per nulla intimidito dai battibecchi del pubblico con i ministri. Applausi quando ha detto «basta tagli lineari», «la politica deve scegliere»: «Devono essere detti più sì per cultura, ricerca e tutela del patrimonio». Che si ripetono mentre il presidente parla a braccio su appunti presi dopo aver ascoltato tutti, e va diretto al punto: in Italia, dice, «esiste da decenni, una sottovalutazione clamorosa della cultura, della formazione, della ricerca da parte delle istituzioni rappresentative della politica, del Governo, dei governi locali, ma anche della società civile». Ricorda la necessità per il Paese di «fare i conti con un indebitamento pubblico tremendo», dice che «non possiamo giocare con il rischio di fallimento», ma invita a salvaguardare dai tagli i settori già troppo provati della cultura. Conquista il pubblico parlando di innovazione, sburocratizzazione e anche di un miglior uso delle scarse risorse disponibili. Dice che esiste «una questione di soldi, ma anche di capacità progettuale, organizzativa, gestionale». Le sue parole, hanno commentato alcuni spettatori, rappresentano una speranza di riscossa perla cultura italiana.
Stati generali cultura. Dalla platea critiche ai ministri: servono più fondi
Ieri, presso il teatro Eliseo di Roma, si sono tenuti gli Stati generali della cultura, evento organizzato dal Sole-24 Ore, dall'Accademia dei Lincei e dall'Istituto dell'Enciclopedia italiana. La platea era gremita di operatori del settore, artisti, studenti e rappresentanti delle istituzioni. Il ministro della Cultura, Lorenzo Ornaghi, ha parlato di buon uso delle risorse, ma è stato interrotto più volte dalla platea con richieste di concretezza. I ministri Francesco Profumo e Fabrizio Barca hanno anche ricevuto domande e critiche dal pubblico.
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