La giunta della Regione Campania sta reiterando la proposta di approvazione di un disegno di legge che indebolisce le vigenti tutele su aree pregiate della penisola sorrentino-amalfitana e della zona rossa del Vesuvio. Ciò per propiziare anche le ricorrenti iniziative di quei politici campani che chiedono in Parlamento nuovi condoni edilizi. Com' è noto in Campania è folta e organizzata la schiera (per non dire le orde) di coloro che hanno commesso abusi edilizi (uno scellerato primato campano) sanzionati con sentenze definitive di demolizione. Costoro costituiscono un notevole serbatoio di voti, assai appetiti da alcuni candidati alle prossime elezioni politiche: tra costoro andrebbe annoverato, salvo smentite, l' assessore regionale all' urbanistica Marcello Taglialatela, promotore del citato disegno di legge. Contro siffatto provvedimento si sono già schierate Legambiente, Wwf e Italia Nostra, e sono anche intervenuti autorevolmente su queste pagine Alessandro Dal Piaz e Antonio Di Gennaro. È poi sopravvenuto sullo stesso tema un articolo di Giulio Pane (11 novembre), che però coglie l' occasione del convegno "Dialogo sul valore del paesaggio culturale italiano", che si tiene domani presso l' Università Federico II, per sferrare un peregrino attacco all' assessore comunale all' urbanistica, Luigi De Falco, circa un presunto programma di trasformazioni e alterazioni della rotonda Diaz e del lungomare di Napoli, da lui sostenuto, nonché per il controverso problema della sistemazione della scogliera di via Caracciolo. All' assessore inoltre egli ancora attribuisce la carica di segretario di Italia Nostra chiamando implicitamente in causa l' associazione. Per tale motivo, come presidente di Italia Nostra sezione di Napoli, sono costretto a rispondere. Non so se lo farà De Falco, colpito la scorsa settimana da un grave lutto familiare ma di ciò forse Pane non era informato, mentre sa perfettamente che, appena nominato assessore, immediatamente si dimise da qualsiasi carica nell' associazione. Gli attacchi di Pane discendono spesso dalla anomalia che caratterizza la sua (legittima) attività di progettista privato: come tale, non può, in pieno conflitto di interesse, criticare i programmi urbanistici in cui ha chiesto di essere, ma non è stato coinvolto, risultandone quindi frustrate le sue aspettative professionali. Si dà infatti il caso che, prima delle decisioni sul sito delle scorse regate preliminari della Coppa America, egli abbia presentato allo stesso assessore De Falco un suo specifico progetto che prevedeva lo svolgimento delle gare nello specchio d' acqua di fronte al molo San Vincenzo (che andrebbe prima restaurato, come da tempo auspichiamo). Il progetto è risultato improponibile perché l' Autorità portuale (forse non ne è al corrente il nuovo soprintendente Cozzolino), ha dichiarato l' incompatibilità e l' interferenza della pratica delle gare con l' ordinario traffico portuale. Se Pane non indulgesse nella confusione dei ruoli, conserverebbe la lucidità critica che gli viene riconosciuta negli studi sulla storia dell' architettura. Comunque tale polemica prelude all' inevitabile dibattito che si aprirà dal momento che Napoli è stata preferita a Venezia per le gare preliminari del 2013. Ed è verosimile che sulla scelta abbia influito la location di via Caracciolo, che si è rivelata un vero e proprio anfiteatro sul mare e dove si è registrata una entusiastica affluenza di pubblico. È ora prevedibile il coro dei professionisti del "cupio dissolvi" e dei loro peana contro l' evento sportivo, che ha invece sancito la riappropriazione da parte dei napoletani del lungomare liberato dalle automobili. Per quanto riguarda la scogliera la delibera comunale del 2 febbraio 2012 prevede che «il progetto di risistemazione è subordinato a studi meteo marini per verificare tra l' altro gli effetti circa la protezione dalle mareggiate di via Caracciolo, nonché le conseguenze sulla conservazione dell' attuale spiaggia, compresa tra la rotonda Diaz e la scogliera». Inoltre «la sistemazione del tratto di costa darebbe impulso per restituire l' integrità al corrispondente muro parabolico ottocentesco, offuscato dai lavori degli anni Ottanta», così come richiesto da Italia Nostra su "Repubblica" (23 dicembre 2011) al sindaco de Magistris e alla Soprintendenza. Le procedure per l' esecuzione del progetto sono state e debbono essere concertate tra il Dipartimento Pianificazione urbanistica comunale, la Soprintendenza ai Beni architettonici e il Provveditorato alle Opere pubbliche (in quanto le scogliere sono demaniali). È quindi necessario che la stessa Soprintendenza ai Beni architettonici affianchi il Comune per la riuscita della nuova manifestazione: il soprintendente Cozzolino ha il dovere di far rispettare i vincoli, ma ha ammesso che si possono fare scogliere soffolte, cioè sotto il livello del mare. Ed è proprio ciò che intende realizzare il citato Dipartimento comunale: trasformare i cosiddetti "baffi" incriminati in barriera soffolta, non visibile e idonea come frangiflutto. Risponde solo a meccanismi mentali distorti paventare danni al paesaggio del lungomare, la cui suggestione è stata anzi esaltata dalle appassionanti gare svoltesi nel maggio scorso. Ne è anche risultata ripristinata l' immagine della città, che ne aveva assai bisogno, con grande concorso popolare e con l' incremento delle presenze turistiche. La città stessa non capirebbe, né accetterebbe il boicottaggio di una occasione di crescita e di sviluppo sostenibile. -------A Donatone, che come un lucifero dietrologo non vede altro che interessi privati nei miei interventi, ricordo che noi siamo quello che facciamo... anche quando non facciamo ciò che ci competerebbe. È questo il senso del mio richiamo alla coerenza, espresso nei confronti dell' amministrazione regionale, per le norme paesistiche proposte, e dell' assessore De Falco, per il suo silenzio sulle tante iniziative assunte e previste su via Caracciolo e alla rotonda Diaz. Assicuro Donatone che non ho altro "progetto", in proposito, se non che tutto ritorni - pur con qualche miglioramento fattibile - esattamente com' era prima, mentre deploro il sostegno fazioso che l' associazione Italia Nostra più volte ha dato e dà a tali iniziative dell' amministrazione locale, dimenticando di dover essere, per sua natura, al di sopra delle parti. (g. p.)