IL PIANO è pronto, racchiuso in un volume e presentato cinque mesi fa a un gruppo di investitori cinesi. L' Unione industriali torna all' attacco e alla Borsa del turismo archeologico di Paestum ripropone il progetto per la rinascita di Pompei ad una platea di manager. Il piano, realizzato dal team del professor Raffaele Cercola, ordinario di marketing territoriale alla II università, sarà illustrato alle 17,30 dal presidente di Palazzo Partanna Paolo Graziano e dallo stesso Cercola. Il progetto prevede una trasformazione ambiziosa dell' intera area circostante. Oltre che intervenire sulla gestione degli Scavi tra i più visitati al mondo, l' intento è agire con un piano di marketing per ammodernare l' intera rete di accoglienza. Si dovranno realizzare un parco alberghiero con 1.500 camere, un bosco di 300 mila metri quadri, un' area accoglienza di 10 mila metri quadri con biglietteria, caffetteria e ristorazione. Un' area "sensoriale", dove far rivivere usi e costumi dell' antica Roma con la ricostruzione di tabernae romane, terme, rappresentazioni teatrali in latino, escursioni in galea e un albergo pompeiano. Per farlo, però, servono almeno 500 milioni di investimenti privati. Una volta trovati, si attiveranno circa 5000 posti di lavoro e una ricaduta sull' economia locale quantificata in 300 milioni, almeno secondo le stime degli imprenditori. Previsto anche un parco di 300 mila metri quadri, una spiaggia attrezzata, un parking interrato e trenini "light". La ristrutturazione si estende anche agli edifici dell' area deindustrializzata, più di 1 milione di metri quadri tra Pompei e il mare
CAMPANIA - Un parco alberghiero da 1500 camere negli Scavi
Il piano per la rinascita di Pompei è pronto e sarà presentato alle 17,30 dal presidente di Palazzo Partanna Paolo Graziano e dal professor Raffaele Cercola. Il progetto prevede una trasformazione ambiziosa dell'area circostante, con la realizzazione di un parco alberghiero, un bosco, un'area accoglienza e un'area "sensoriale" con ricostruzioni di edifici antichi. Il progetto richiede almeno 500 milioni di investimenti privati e previsto è un impatto positivo sull'economia locale con 5000 posti di lavoro e una ricaduta di 300 milioni. La ristrutturazione si estende anche agli edifici dell'area deindustrializzata.
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