Presentato a Bookcity il progetto per Milano di Boeri e Umberto Eco "La cultura è una risorsa importantissima per il Paese e per lo sviluppo della nostra economia ma, come ha detto il Presidente Napolitano, anche noi ribadiamo che persiste in Italia una clamorosa sottovalutazione del valore dell'industria creativa". Roberto Grossi, presidente di Federculture, intervenendo agli Stati Generali della Cultura che si sono tenuti ieri al Teatro Eliseo di Roma, ha commentato così le ennesime misure punitive per un settore già in crisi. Il disegno di legge di stabilità al vaglio del Parlamento prevede per il 2013 una riduzione del bilancio del ministero per i Beni culturali di 103,3 milioni di euro (-6,1), che diventeranno 125 milioni nel 2014 e 136 milioni nel 2015. Nelle stesse ore al Castello Sforzesco di Milano Umberto Eco e l'assessore Stefano Boeri hanno aperto ufficialmente Bookcity annunciando l'alleanza tra beni pubblici e risorse private: l'adozione delle biblioteche civiche da parte degli editori. "Non vogliamo che Bookcity resti un grande evento isolato. La migliore risposta alle polemiche tra i festival è far durare la nostra rassegna tutto l'anno", dice Boeri. Milano ha ventiquattro biblioteche che offrono consultazione e prestito anche a domicilio di libri e ebook. Promuovono la lettura con incontri, corsi e mostre in collaborazione con scuole e associazioni. Contano 96.000 "iscritti attivi", persone che hanno preso in prestito almeno un'opera nel corso dell'anno, con 1.200.000 prestiti e consultazioni (dati 2011). Ma i fondi non bastano mai. Qui interviene l'inedito binomio Eco-Boeri con uno sguardo al panorama estero. L'assessore ha in mente i gruppi di lettura scandinavi e inglesi: "Aggregano, creano movimento, crescono e si moltiplicano con la lettura collettiva di un testo. Una forma di democrazia del sapere". Lo scenario italiano non aiuta. La voce che nei prossimi anni sarebbe più danneggiata dalla sforbiciata del bilancio ministeriale è la "Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali" con una perdita di 62 milioni di euro (-4,1 rispetto al 2012). Il Fondo unico per lo spettacolo passerebbe a 400 milioni con 11,5milioni in meno. La Tutela dei beni archeologici sarebbe privata di 8,5 milioni, quella del patrimonio culturale di ben 36 milioni. La Ricerca e innovazione, già claudicante, sarebbe ridotta di 23 milioni (-35). L'alleanza pubblicoprivato annunciata a Bookcity non basta a compensare la deriva economico- culturale ma offre soluzioni facilmente realizzabili a livello locale. Le regole del progetto milanese sono chiare. Ogni editore s'impegna a adottare una biblioteca e a organizzare eventi (presentazioni, tavole rotonde, reading collettivi) per un periodo minimo di un mese, coprendone i costi. In cambio può allestire uno spazio per vendere i suoi libri. L'invito di Eco e Boeri è stato recapitato a 150 editori, dai grandi gruppi alle sigle indipendenti che hanno creato per Bookcity il consorzio dei "Mulini a vento". Per ora hanno aderito il gruppo GeMS, che sta valutando con quali delle tredici sigle, Bompiani, Il Saggiatore, Laterza, Iperborea e Instar dei "Mulini a vento". Oggi Boeri incontra i vertici Mondadori, Rcs sta pensando di estendere l'adozione di biblioteche anche a Rizzoli. Si aspettano le risposte di Dalai o di un indipendente attento a queste iniziative come Marcos y Marcos. C'è anche uno slogan: leggere è virale, magari senza tagliare troppo.
E L'EDITORE ADOTTA UNA BIBLIOTECA
Ieri, al Teatro Eliseo di Roma, Roberto Grossi, presidente di Federculture, ha criticato le misure punitive per l'industria creativa, che include la cultura. Il disegno di legge di stabilità prevede una riduzione del bilancio del ministero per i Beni culturali di 103,3 milioni di euro nel 2013. L'alleanza tra beni pubblici e risorse private, annunciata a Bookcity, prevede che gli editori adottino le biblioteche civiche e organizzino eventi per un periodo minimo di un mese. In cambio, possono allestire uno spazio per vendere i libri.
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