Il presidente all'attacco nel giorno della Peota reale: "Ultimo bilancio in pareggio" «PER ora non pensiamo di chiudere la Reggia, ma se non si sblocca la situazione, il rischio è ipotizzabile a medio termine». Il presidente del Consorzio La Venaria Reale Fabrizio Del Noce non ha utilizzato mezzi termini ieri per denunciare la situazione a rischio in cui si trova l'ex residenza sabauda. Lo ha fatto a margine della presentazione di "La Barca Sublime. Palcoscenico regale sull'acqua", mostra e spettacolo multimediale diretto da Davide Livermore sulla Peota, la lussuosa imbarcazione da parata dei Savoia, restaurata con il sostegno della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. L'occasione di festa per il varo dopo 12 anni di attesa del "Bucintoro" sabaudo è stata in parte "rovinata" dalle affermazioni del numero uno del Consorzio, che si è detto molto preoccupato. Il Ministero per i beni culturali non ha erogato infatti dalla riapertura nel 2007, salvo sporadici contributi, i due milioni annui pattuiti. E oggi mancano all'appello 6 milioni e 800mila euro. «Quest'anno chiudiamo il bilancio in pareggio, ma potrebbe essere l'ultima volta. Se non arriveranno i contributi da Roma, i nostri conti andranno in rosso e un minuto dopo ci dimetteremo tutti». Del Noce spiega che le spese sono aumentate, perché iniziano a esserci problemi di manutenzione, che alla riapertura non c'erano. «Qui c'è un giardino enorme che va curato, ci sono costi per il mantenimento, per l'elettricità e il riscaldamento. Eppure, anziché premiare l'impegno che in un lustro ha portato la Venaria a essere il quinto sito più visitato d'Italia, il Ministero aumenta di un milione i fondi a disposizione del MAXXI, un museo nuovo, che certo non ha i nostri costi». Anche gli introiti da sbigliettamento potrebbero diminuire in futuro, perché mancano i soldi per realizzare grandi mostre, in grado di fare lievitare il numero dei visitatori, come è successo per esempio per la mostra di Leonardo da Vinci. In predicato ci sarebbe ora un'esposizione di dipinti di Matisse per il 2015, ma non ci sono i fondi necessari per "prenotarla". Forse un'altra soluzione potrebbe presentarsi, ha aggiunto Del Noce: «Se dallo Stato ci dessero temporaneamente opere significative, come i Bronzi di Riace, sui quali peraltro è stato posto un veto, o dipinti di grandi artisti, da Raffaello a Paolo Veronese, si potrebbe sopperire alla mancanza di fondi, creando forti attrattive per il pubblico». In attesa di capire che cosa succederà, il presidente della Regione Cota e della Compagnia di San Paolo Chiamparino, con il sindaco di Venaria Catania, oltre allo stesso Del Noce, hanno indirizzato una lettera al Ministero, per denunciare la situazione critica della Reggia. E intanto Cota lancia un tweet, in cui scrive: «Sapevate che al museo di Roma lo Stato aumenta da 5 a 6 milioni il finanziamento, mentre sono anni che non paga Venaria?» Un po' più ottimista è il suo assessore Michele Coppola, che assicura di essere alla ricerca di altre fonti di erogazioni, magari attraverso bandi europei. E aggiunge: «L'esposizione a Venaria del Bucintoro dei Savoia, l'unico esemplare veneziano del Settecento di imbarcazione antica da cerimonia, conferma come la Reggia sia un luogo di eventi culturali di forza internazionale e come possa venire riconosciuta come luogo unico ed esclusivo da scegliere per grandi appuntamenti culturali ». Speriamo anche per il futuro.