Servono 300 milioni di euro, quasi pronto il bando per la vendita del Santa Chiara. A fine mese consiglio comunale aperto Un'operazione importante sotto il profilo urbanistico che modifica una parte della città di Francesco Loi wPISA Via alle grandi manovre per vendere l'area del Santa Chiara e completare lo spostamento a Cisanello. Due operazioni, da centinaia di milioni di euro, strettamente legate tra loro. Dalla prima infatti dovrà arrivare una parte di risorse decisiva per attuare la seconda. Tempo due-tre mesi saranno emessi i relativi bandi dall'Azienda ospedaliera e dall'Università, gli enti proprietari degli edifici compresi nell'area del Santa Chiara. Terzo soggetto protagonista è il Comune, che segue passo dopo passo gli sviluppi. Tanto che il prossimo passaggio avverrà in consiglio comunale: una seduta aperta con il compito di aprire anche pubblicamente il confronto. Consiglio aperto. Il 27 novembre, in consiglio comunale, arriverà il piano di recupero del Santa Chiara. La base del "nuovo" Santa Chiara è il piano dell'architetto Chipperfield, vincitore del concorso internazionale e autore della progettazione. Il vecchio ospedale (ancora funzionante con diverse strutture) «diventerà un'area aperta con spazi pubblici - sottolinea l'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri - e si dovrà armonizzare, da un lato, con Piazza dei Miracoli e, dall'altro, con le profonde trasformazioni indotte dal Piuss nell'area compresa tra i Vecchi Macelli e la Cittadella». Una rivoluzione storica in un quarto del quartiere di Santa Maria: dalle cliniche ad alberghi, negozi, case. Al consiglio comunale aperto, oltre al sindaco Marco Filippeschi, parteciperanno l'assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, il direttore dell'Aoup Carlo Tomassini e il rettore Massimo Augello. Subito dopo la giunta comunale procederà all'adozione del piano di recupero, che poi sarà pubblicato con apertura della fase delle osservazioni: dopo circa due mesi sarà approvato. Anche Azienda ospedaliera e Università, con proprie delibere, dovranno recepire l'atto. I bandi. Esaurita questa fase si passerà alla pubblicazione dei bandi (di vendita e di appalto dei lavori di costruzione), probabilmente già nel prossimo gennaio. Tutta l'operazione sta avendo un'accelerazione anche per poter usufruire di un finanziamento statale di 30 milioni di euro. Per completare lo spostamento nel polo di Cisanello, di milioni ne servono 300: 245 destinati alla costruzione dell'ultimo potenziamento da parte dell'Aoup (uffici amministrativi e tecnici, centrali tecnologiche con la piastra diagnostica, degenze); altri 55 per la facoltà di Medicina da parte dell'Università. Nell'ultima seduta della prima commissione consiliare, i rappresentanti dell'Aoup hanno dato la metà del 2017 come riferimento temporale per la conclusione dello spostamento a Cisanello. Dalla vendita del Santa Chiara è attesa almeno la metà dei 300 milioni necessari. L'azienda ospedaliera possiede il 77 del valore catastale; il resto è dell'Ateneo. Il bando per individuare il soggetto titolare della progettazione e dell'esecuzione dei lavori a Cisanello prevede due stazioni appaltanti (Aoup e Università). Garantirà economicamente l'operazione il fondo rotativo della Regione: di fatto un anticipo dei soldi necessari, da restituire in tre anni. Vendita immobili. Soprattutto l'Università deve fare uno sforzo notevole. Sul mercato quindi andranno anche altri immobili come palazzo Mastiani in Corso Italia e le proprietà lungo via San Zeno. Ma non solo: l'Ateneo ha chiesto che venisse cambiata la destinazione dei suoi immobili principali dentro il Santa Chiara (la scuola e la clinica medica) per poterne aumentare il valore di mercato, andando oltre i 24 milioni di una vecchia stima. La trasformazione della destinazione è in commerciale, direzionale, interesse pubblico. Nel frattempo un gruppo di lavoro con, tra gli altri, Comune e Sovrintendenza ha realizzato schede specifiche, edificio per edificio, nei casi in cui è previsto il restauro.