In un'atmosfera da sindrome di Stendhal, tra il Cenacolo di Taddeo Gaddi e il Crocifisso di Cimabue, il Consiglio dell'Opera di Santa Croce - presieduto da Carla Guiducci Bonanni e composto da Cristina Acidini, padre Antonio di Marcantonio, Laura Gori, Giovanni Lattarulo, Mario Marinesi e Chiara Silla - ha presentato i risultati del suo primo anno di attività, durante il quale si è dedicato anima e corpo al suo compito primario, che è quello di gestire, conservare e valorizzare l'eccezionale patrimonio artistico della Basilica, dei Chiostri, dei vari ambienti monumentali annessi e del Museo di Santa Croce. Con una crescita del 7,3 rispetto all'anno precedente, nel 2004 sono stati oltre 930mila i visitatori di Santa Croce, che si è così confermata il terzo museo più frequentato d'Italia. Un traguardo importante, che consente di guardare avanti fissando nuove sfide per il 2005, tra le quali non è possibile non inserire l'ulteriore valorizzazione di questo immenso patrimonio, che pure soffre di emergenze "banali", come l'emergenza tetti. Nel corso di quest'anno, infatti, accanto ai restauri di opere d'arte famose, le attività si sono rivolte alla sistemazione di tetti, sottotetti e pareti, come quelli del transetto nord di Santa Croce, opera di Arnolfo di Cambio, o il recupero delle prime tre campate della navata nord, per una spesa complessiva di oltre 900mila euro. Tra i lavori apparentemente di "routine" importante è stata anche la bonifica e messa in sicurezza della prima chiesa francescana, che oggi costituisce un sotterraneo della Basilica. Altro intervento già avviato, la cui conclusione è prevista per il 2006, è il restauro della Cappella Baroncelli, una delle più importanti cappelle del '300 con i suoi affreschi di Taddeo Gaddi e Sebastiano Mainardi e le sculture di Vincenzo Danti e Giovanni di Balduccio. Ancora da avviare, ma già programmato per i prossimi mesi, è il restauro degli affreschi di Agnolo Gaddi nella Cappella Maggiore, un restauro delicato, che prevede cinque anni di lavoro e tre milioni di euro di spesa. L'intervento sarà reso possibile grazie al mecenate giapponese Tetsuyo Kuroda, che, rimasto incantato dalle splendide opere d'arte fiorentine, ha deciso di finanziare il restauro, raggiungendo un accordo con l'università di Kanazawa e l'Opificio delle Pietre Dure. Tanti restauri, dunque, e tante materiale, a tal punto che De Micheli,direttore dell'Opera di Santa Croce, ha fatto una sorta di proposta-appello affinchè la ventina di opere d'arte che saranno pronte per il quarantennale dell'alluvione, insieme alle altre che si trovano fuori da Santa Croce, possano trovare adeguata collocazione in un nuovo museo.
Santa Croce: più visitatori e altri restauri
Il Consiglio dell'Opera di Santa Croce ha presentato i risultati del suo primo anno di attività, con una crescita del 7,3% rispetto all'anno precedente. Nel 2004 sono stati oltre 930mila i visitatori di Santa Croce, che si è confermata il terzo museo più frequentato d'Italia. Il patrimonio artistico della Basilica e dei Chiostri è stato valorizzato con restauri di opere d'arte famose e interventi di sistemazione di tetti e pareti. Tra i lavori è stato il restauro della Cappella Baroncelli e il progetto di restauro degli affreschi di Agnolo Gaddi nella Cappella Maggiore, finanziato dal mecenate giapponese Tetsuyo Kuroda.
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