Un sarcofago di marmo del I secolo, con il Ratto di Proserpina, scavato di frodo e sottratto a Nemi, proprio davanti al museo delle Navi; una statua ottocentesca di Diana cacciatrice, rubata a Villa Borghese e recuperata; un nuovo percorso per esportare dall'Italia l'archeologia saccheggiata, che passava per Ostia e la Corsica: di questo si è parlato alla IX sezione del tribunale di Roma. Un maresciallo dei carabinieri per la Tutela culturale che ha all'attivo tanti recuperi, Salvatore Morando, al giudice ha raccontato un'inedita vicenda. Scavo nel 2006, indagini tre anni dopo. Le tracce dei clandestini c'erano ancora. Anche frammenti di marmo chiusi in buste di plastica: delle parti di coperchio del sarcofago, abbandonate forse per la fretta, oppure perché ritenute di scarso pregio. L'inchiesta porta a Ostia, da Luigi Pentangelo che però era morto da poco. Ma il suo magazzino, vicino a Cineland, era ancora imbottito di materiali. C'era anche un quaderno, con la lista degli oggetti venduti a un francese, per 254 mila euro. Centoventi buccheri,15 vasi, 75 bronzi, oltre 600 monete di cui 187 d'argento, la statua di Villa Borghese, una di Antinoo da Palestrina non ancora trovata, 85 vasi protocorinzi e 27 greci, il sarcofago di Nemi, statue del tipo «tanagrino», marmi, vasi. I frutti di un'autentica razzia. Comperava, a Bastia in Corsica, Jean Louis Gour. Quando viene perquisito, i carabinieri ritrovano parecchi materiale. Ma non il sarcofago. Va a processo per scavo clandestino e ricettazione. Però, c'è anche un mistero: indagando sui tabulati del suo telefono, gli inquirenti scoprono che, proprio alla vigilia della perquisizione da parte dei militari italiani, Gour è stato chiamato da una cabina telefonica di Parigi: forse messo in allarme? Il sarcofago con il Ratto di Proserpina, dicono, probabilmente non è stato venduto: i carabinieri lo stanno ancora cercando. Gour non era uno qualunque: a Bastia possedeva anche oggetti antichi rubati dal museo di Norma, vicino a Latina; soprattutto statuette fittili. E si scopre che a Ostia veniva spesso: quasi per «fare la spesa»; alloggiava all'hotel Satellite, che è ad appena cento metri dal magazzino in cui Pentangelo custodiva i reperti scavati da chissà chi, che lui pensava poi a commercializzare. Dal Lazio, partivano a bordo di alcuni camion, camuffati però con oggetti d'antiquariato meno remoto. E s'imbarcavano sui traghetti, in particolare quelli della Grimaldi Lines; per lasciare meno tracce, non erano diretti però subito in Corsica, ma facevano anche una tappa di comodo a Tolone. Perla prima volta allora, i «carabinieri dell'arte» si sono imbattuti nell'isola, diventata negli anni una sorta di terminale di oggetti scavati di frodo. Un «trafficante», un piccolo mediatore di zona, collettore di materiali che provenivano dall'area del Lazio attorno alla Capitale, con particolare attenzione per Ostia Antica. Gour era sotto osservazione da diverso tempo ormai; e la rotta verso la Corsica s'inaugura dopo che la Svizzera è diventata un più difficile Paese di transito, per gli ultimi accordi che ha stretto con l'Italia. I tombaroli e tutto il mercato che ha ruotato e ancora oggi continua a ruotare attorno a loro, devono pur arrangiarsi in qualche modo, non è vero?
ROMA furti - Traffico d'arte internazionale: un tesoro ritrovato a Ostia
Un maresciallo dei carabinieri per la Tutela culturale, Salvatore Morando, ha raccontato al tribunale di Roma una vicenda di recupero di oggetti rubati. Nel 2006, un gruppo di persone ha scavato un sarcofago di marmo del I secolo con il Ratto di Proserpina, rubato a Nemi, e lo ha sottratto proprio davanti al museo delle Navi. La statua ottocentesca di Diana cacciatrice, rubata a Villa Borghese, è stata recuperata. Un nuovo percorso per esportare l'archeologia saccheggiata è stato messo in atto, che passa per Ostia e la Corsica.
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