IL DIPARTIMENTO Simu del Comune (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana) insieme con l'Acea Ato 2 apriranno stamattina il cantiere nell'area intorno all'Arco di Giano, in corrispondenza di piazza Bocca della Verità e via dei Cerchi. L'obiettivo dell'operazione, coordinata dalla Sovrintendenza capitolina, è di risanare il tratto di valle della Cloaca, ossia il tronco finale del complesso archeologico che attraversa il centro per oltre un chilometro e mezzo, da via Cavour al Tevere. I lavori, che dureranno due mesi, sono solo il primo passo di un progetto complessivo di restauro e bonifica quanto mai urgente. Il pessimo stato di conservazione del monumento (con seri rischi per la stabilità e funzionalità), dovuto all'assenza di una manutenzione sistematica, era stato denunciato pochi giorni fa in occasione del convegno organizzato dall'Istituto per gli Studi romani con il coordinamento di Elisabetta Bianchi responsabile per la sovrintendenza capitolina della Cloaca nei tratti a monte e a valle (il tratto sotto il Foro romano è, invece, di competenza della Soprintendenza di Stato). La porzione di Cloaca sotto il Velabro ha problemi di ostruzione, come indica la mappa dei rischi elaborata dalle soprintendenze dopo l'alluvione del 2011: «Con questo primo intervento stiamo cercando di liberare il tratto a valle da detriti e sedimenti vari che rendono molto critico il fluire dell'acqua racconta Elisabetta Bianchi L'idea è di risalire fin dove possibile il tratto della Cloaca dall'Arco di Giano a via Bucimazza, percorso del monumento ben documentato ma non esplorato per eccessiva riduzione della sezione, per rimuovere tutto ciò che impedisce il flusso sul piano di scorrimento». Il progetto di risanamento della Cloaca è ancora più vasto e complesso: «Servono fondi e per questo procederà per gradi, ma l'aspettativa è di completarlo entro due anni», riflette Bianchi. La mappa dei rischi è chiara. Gli interventi d'urgenza riguardano il consolidamento di lesioni e distacchi dalla volta, soprattutto nel tratto di via San Teodoro, la rimozione dei fasci di cavi elettrici dismessi che si concentrano all'ingresso nel Foro della Cloaca, sotto la basilica Emilia, nel doppio canale dell'impianto originale di drenaggio realizzato da Tarquinio il Superbo (punto più antico della Cloaca) e verso l'uscita dalla basilica Giulia.