Maria Camilla Bianchini d'Alberigo, presidente della sezione regionale del Fai (Fondo per l'ambiente italiano) è possibilista sulla torre di Cardin a Marghera. «Non sono in grado di dare un giudizio estetico sull'edificio, basandomi solo sulle fotografie - sostiene - ma sono favorevole a una nuova concezione di una parte del territorio veneziano. Potrebbe essere il primo esempio di quella che potrebbe essere una zona rivalutata di Marghera, soprattutto grazie all'impegno di bonificare quella parte del sottosuolo. Lontano dal centro storico veneziano immagino un centro in cui possano essere ospitati centri di ricerca, di avanguardia tecnologica, di imprese ecocompatibili, con la creazione di molti posti di lavoro». Una voce fuori dal coro rispetto a chi si occupa di ambiente, e molto ottimista nel futuro: «Confido nel buon senso delle persone, sogno un quartiere che potrebbe assomigliare alla Défense di Parigi. Un intera porzione della città caratterizzata da un'architettura avveniristica: perchè vicino alla torre di Cardin un domani ne potrebbero sorgere altre, magari di più piccole. Scusate, ma non è peggio quello che si sta consumando a Piazzale Roma con l'ampliamento dell'Hotel Santa Chiara nel cuore della città storica?». Bianchini d'Alberigo punta sull'omogeneità del progetto. «L'importante è che non si faccia lo stesso errore compiuto nello sviluppo di Mestre. Qui bisogna intervenire con dei criteri omogenei per creare una piccola Défense a Marghera». Possibilista sulla torre anche Claudio Scarpa, direttore dell'Associazione veneziana Albergatori: «Mestre ha un grande futuro, inserita nella città metropolitana. Il futuro è nelle megalopoli, quindi non può che trarre vantaggio dalle innovazioni. L'unica perplessità è sui contenuti della torre: l'albergo non va bene, è una scelta fallimentare. Venezia è destinata al turismo d'élite, la terraferma a quello più modesto. Chi ha investito nel lusso a Mestre ha fatto un buco nell'acqua. Mestre non ha bisogno di altre attività ricettive».
VENEZIA - Peggio il S. Chiara della Torre di Cardin
Maria Camilla Bianchini d'Alberigo, presidente della sezione regionale del Fai, è favorevole a una nuova concezione di una parte del territorio veneziano, come la torre di Cardin a Marghera. Sostiene che potrebbe essere il primo esempio di una zona rivalutata della città. L'architetto Claudio Scarpa, direttore dell'Associazione veneziana Albergatori, è anche possibilista sulla torre, ma si preoccupa per i contenuti del progetto, come l'albergo. Scarpa sostiene che Venezia è destinata al turismo d'élite e che la terraferma dovrebbe concentrarsi sul turismo più modesto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo