Sabato la proiezione del video sulla valle del Chiecina e la raccolta di firme per bloccare i progetti «Come può essere affidata alla sola concentrazione di tartufi la salvaguardia del valore paesaggistico ed ecologico di una zona incontaminata come la Valle del Chiecina?». È la domanda che rilanciano gli esponenti del Movimento 5 Stelle di San Miniato alla Provincia di Pisa e al Comune di Palaia in merito alla previsione dei tre siti di cava per sabbia e ghiaia in quello spicchio di campagna. E ciò perché solo la presenza in quei terreni del prezioso tubero farà da sponda alla possibilità di rivedere il Piano provinciale delle attività estrattive, stralciando i tre siti. «La vicenda è tutt'altro che risolta», dicono i grillini. E come loro la pensano gli esponenti del Comitato No cave che sabato, nella cornice della 42 edizione della Mostra nazionale del tartufo bianco, saranno all'ombra della Rocca con uno spazio aperto per far conoscere e tener viva l'attenzione sul caso. La formula scelta è quella video. Sarà infatti proiettato il reportage "Tartufo e sabbia" che il regista fiorentino Lorenzo Ciani ha realizzato intervistando alcuni dei protagonisti della vicenda. Nello stand allestito lungo via IV Novembre sarà possibile sottoscrivere anche la petizione contro la realizzazione dei tre siti estrattivi. «Forse non tutti sanno che la valle del Chiecina è un territorio di falde acquifere pregiate importantissime per l'uso primario, motivo questo che impedì negli anni '80 la costruzione di una discarica per i fanghi di risulta sottolineano i 5 Stelle . Il massacro idrogeologico della valle fu evitato per motivi che presumibilmente sussistono tutt'oggi». Il dato emerge da uno studio messo a punto negli anni '80 dal geologo Giuseppe Sabatini, professore presso l'Università di Siena. Quelli del Comitato hanno bussato di nuovo alla sua porta e in tutta risposta hanno ricevuto una controfirma alle conclusioni di quello studio. Acqua e tartufi. «Se la via d'uscita esiste concludono , resta da capire come mai il Comune di Palaia decida di spendere quasi 8mila euro di soldi pubblici per uno studio che si potrebbe tranquillamente evitare, tanto più che l'indubbia predisposizione ai tartufi della valle è già stata recentemente appurata dall'Associazione Tartufai di San Miniato».(m.m