MASSA Andrea Rigoni, parlamentare di zona, ha appena finito di parlare con il governatore Enrico Rossi. «La Regione farà la sua parte, come sempre, per fronteggiare questo disastro. Ma anche la politica locale, a vasto raggio, deve fare la sua parte: questo è un territorio fragile e la priorità deve essere la sua difesa. La cementificazione deve essere drasticamente ridimensionata: solo recuperi, stop a consumo di nuovi terreni. Stop dunque a piani che prevedono seconde o terze case che non servono a nessuno o meglio servono solo a certa speculazione. Ora verrà chiesta la calamità naturale, d'accordo ma bisogna guardare con occhi diversi al futuro del nostro territorio. Bisognerà avere coraggio: anche quello di rivedere certi piani urbanistici». Rossi intanto annuncia che già la prossima settimana presenterà al governo un piano preciso. «Bisogna - dice il presidente - che siano messi a disposizione risorse per la ricostruzione di ponti, argini e strade e - per le opere strategiche - garantire un flusso di spesa costante annuale per un decennio, in modo da affrontare seriamente il rischio idraulico e idrogeologico in Toscana. Abbiamo già chiesto un incontro al presidente del Consiglio Monti. Vogliamo essere ascoltati dalle commissioni parlamentari, dai segretari di partito e dai parlamentari toscani. C'è un solo modo per assicurare alla Toscana la dovuta attenzione - sottolinea Rossi - : introdurre subito nella legge di stabilità, in discussione in Parlamento, finanziamenti e strumenti per affrontare sia l'emergenza che i compiti di medio periodo. Non siamo una regione piagnona, ma questa volta da soli non ce la facciamo, abbiamo bisogno dell'aiuto dello Stato».