Realmonte. Scala dei Turchi e le zone adiacenti sempre più al centro dell'attenzione generale. Sia sul fronte della bonifica di tutto quanto è stato realizzato abusivamente negli scorsi decenni, sia su quello della realizzazione di nuove strutture abitative e turistiche, in questo caso regolari. Prima di tutto, dunque, spazio allo smantellamento di almeno un paio di ecomostri. Primo impegno all'Assemblea regionale siciliana del sindaco empedoclino Calogero Firetto, neo deputato all'Ars il quale dice di avere un obiettivo: «Quello di demolire i fabbricati abusivi alla Scala dei Turchi e ottenere dall'Unesco il riconoscimento del sito quale patrimonio dell'umanità». Firetto, nella veste anche di presidente dell'Unione dei Comuni Vigata - Scala dei Turchi e neo deputato Udc all'Assemblea regionale siciliana, si è intestato la battaglia contro l'abusivismo edilizio sul litorale, per una gestione regolamentata, eliminando tutti gli spazi di illegalità, per ottenere finalmente dall'Unesco l'ambito riconoscimento. Come primo atto Firetto sta seguendo attentamente l'evolversi dell'ordinanza di demolizione dello scheletro della Scatur sorto anni fa nei pressi della Scala dei Turchi e successivamente posto sotto sequestro perché in violazione delle leggi, emessa dal sindaco Piero Puccio. Ordinanza con la quale si intima alla società proprietaria, entro la fine del mese di gennaio prossimo, la demolizione a proprie spese del manufatto. Qualora ciò non avvenisse, in accordo con il Comune di Realmonte, Firetto e Puccio starebbero studiando la possibilità di eliminare il mostro di cemento, prima acquisendolo al patrimonio del Comune, e successivamente trovando i fondi necessari all'abbattimento nelle pieghe del bilancio comunale. «Un'operazione ambientale di completa bonifica - ha detto il deputato, sindaco e presidente dell'Unione dei Comuni, Lillo Firetto - che verrà fatta in stretta collaborazione con Legambiente con cui occorre fissare regole per l'ordinata fruizione di un luogo di incommensurabile bellezza. Parte da qui un percorso di difesa e valorizzazione paesaggistica e culturale». Dall'azione di smantellamento di quanto ha deturpato per decenni la costa tra Porto Empedocle e Realmonte, in primis la Scala dei Turchi, a quella di edificazione regolare. Da mesi ormai si sta assistendo a un boom edilizio sulla collina dalla quale si può ammirare la «Scala», nei dintorni di una nota sala trattenimenti. «Si tratta di una vecchia lottizzazione - dice il sindaco Puccio - che sta facendo concretizzare la realizzazione di villette di pregio. Una di queste è stata acquistata anche dall'allenatore di calcio Vincenzo Montella». Si tratta dunque di villette di particolare valore, sia dal punto di vista squisitamente architettonico, sia dal punto di vista della location in cui stanno vedendo la luce. Particolare non di poco conto, uno dei complessi edilizi in corso di costruzione sta sorgendo sfruttando lo scheletro per decenni abbandonato nelle campagne con vista sulla Scala dei Turchi. Fino a qualche anno fa in questo sito non si muoveva foglia, nessuno investiva, tranne coloro i quali erano i fortunati possessori di villette ereditate magari dai propri genitori. Il tutto, a conferma di come la location conti molto sulla scelta di costruire una casa privata, un recidence o un palazzo, nei pressi della Torre di Monterosso sta sorgendo un albergo a cinque stelle, realizzato da un noto imprenditore agrigentino. 13112012
SICILIA - Si pensa a demolire mostri ma anche a costruire ville
Il sindaco di Realmonte, Calogero Firetto, ha annunciato di voler demolire i fabbricati abusivi alla Scala dei Turchi e ottenere il riconoscimento del sito come patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Firetto, presidente dell'Unione dei Comuni Vigata - Scala dei Turchi, ha iniziato a seguire attentamente l'evolversi dell'ordinanza di demolizione dello scheletro della Scatur, che è stata emessa dal sindaco Piero Puccio. Se non si verificasse la demolizione, Firetto e Puccio sarebbero in discussione sulla possibilità di eliminare il mostro di cemento acquistandolo al patrimonio del Comune e successivamente trovando i fondi necessari all'abbattimento.
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