Il governatore a Massa e a Lucca: chiesti a Monti 50 milioni l'anno per la Toscana, da Roma nessuna risposta «Le recenti alluvioni che hanno colpito, ancora una volta, la Toscana, sono un ulteriore campanello d'allarme che chiama in causa le responsabilità di tutti e impone svolte radicali nell'uso del territorio, nelle politiche di investimento e nel modello di sviluppo». Lo ha detto il presidente Enrico Rossi, che stamani è andato a Massa, nelle zone più colpite dal maltempo che la notte scorsa ha provocato allagamenti ed esondazioni. «La Regione - ha proseguito Rossi - con la legge che ha bloccato l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto rischio idraulico (unico caso in Italia), e con gli interventi che stiamo facendo sul territorio, sta lavorando seriamente, ma solo con le scarsissime risorse di cui disponiamo». IL GOVERNO Il presidente ha ricordato di aver chiesto più volte a Monti di mettere a disposizione della Toscana «almeno 50 milioni di euro all'anno» per affrontare il problema del rischio idraulico: «Non abbiamo ricevuto nessuna risposta». Rossi ha ricordato ancora che venerdì scorso la giunta ha approvato la legge sui consorzi idraulici che riordina le competenze, gli obblighi e i finanziamenti necessari per la manutenzione di tutti i corsi d'acqua. LUCCA Oltre che a Massa, Rossi è stato anche nella sede della protezione civile di Lucca, con il presidente della Provincia Stefano Baccelli e il sindaco Alessandro Tambellini. «Ci sono molte zone della piana allagate - ha detto - Preoccupa il Serchio, che ha raggiunto gli stessi livelli della piena del 2009. Allora gli argini si ruppero, sono stati ricostruiti dalla Regione e dalla Provincia. Stiamo verificando e controllando la situazione». 11 novembre 2012