Dal mare e dalla Statale 163 amalfitana, volgendo lo sguardo in alto, su uno sperone di roccia, si vedono le antiche finestre delle celle dell'ex conservatorio di Santa Rosa a Conca dei Marini, datato 1680. Per anni è rimasto lì immutato, nonostante il passaggio da proprietà pubblica (primi anni del Novecento) a privata. Un decreto del 2000 sottopone a vincolo storico architettonico il monumento. Ora un progetto, approvato da Comune, Soprintendenza e da una conferenza di servizi, che dovrebbe riguardare un «restauro conservativo, consolidamento statico e realizzazione di volumi tecnici» rischia di stravolgere irrimediabilmente il sito. Bianca Sharma - vedova del manager dell'informatica che con le sue intuizioni ha rivoluzionato il mondo della rete e della sicurezza tecnologica- da uno yacht se n'è innamorata e per 14 miliardi e mezzo di vecchie lire lo ha "strappato" agli eredi di Pierluigi Caterina, che per tutta una vita l'aveva conservato e fatto conoscere ai tanti ospiti illustri. Per Gaetano Afeltra era luogo di ispirazione; per Gianni Agnelli era luogo di meditazione; per Gaetano Caltagirone lo sarebbe stato, se la ricca vedova non glielo avesse portato via in una veloce contrattazione. E così l'antica chiesa, il confessionale, la sacrestia, le celle, la grande cucina con il suo angolo dedicato alla sfogliatella "santa rosa" - la prima volta venne concepita qui dalle suore con il suo impasto di frutta secca rigenerata nel liquore del limone - la farmacia, la biblioteca e gli spazi con fontane e giardini, vedranno aggiungersi altri volumi, denominati tecnici, pari a 3.180,49 metri cubi, cioè ben un quinto dell'intero volume. Come previsto dal progetto architettonico realizzato dalla Reardon Smith Architects (prestigiosa società londinese), per conto di Michael R. Held, presidente della Santa Rosa srl. «Un antico monastero del XV secolo verrà trasformato nel più grande albergo esclusivo del mondo - si legge sul sito internet della Reardon - la nostra creazione di un tunnel sotto la terrazza congiungerà l'entrata a est con i locali di immagazzinamento. Una volta completato, le 26 camere saranno create dentro le antiche celle, e delle piscine si estenderanno verso il Mediterraneo». «Eppure l'intervento è così invasivo - denuncia Raffaella Di Leo, presidente locale di Italia Nostra -che se realizzato così come dai grafici e progetti presentati e approvati, trasformerebbe irrimediabilmente il luogo. I volumi, al momento dell'approvazione della Dia (dichiarazione inizio attività) risultano alterati. Abbiamo richiamato l'attenzione anche alla Procura della Repubblica, per evitare che a cose fatte ci si accorga degli enormi danni». Si può trasformare il conservatorio in una struttura alberghiera extralusso con piscina, palestra, beauty farm, con la motivazione di realizzare solo dei "volumi di pertinenza" (fabbricato servizi tecnici, depositi, spogliatoi, lavanderia, locali per il personale, parcheggio)? Il Comune è sprovvisto di piano regolatore generale e quindi non può rilasciare concessioni edilizie. Inoltre la zona è sottoposta a vincoli strettissimi ai sensi della legge 3587 (Put). Allo stato, quindi, in quell'area sono autorizzabili soltanto opere di manutenzione ordinaria e interventi conservativi, senza modificare le sagome esterne e senza creare nuovi volumi. Ora il primo cittadino, Gaetano Frate, avanza delle perplessità: «Controlleremo meglio la pratica, perché il complesso non vada stravolto, ma è la Soprintendenza ad aver rilasciato tutti i parerifavorevoli, così come l'ufficio tecnico». Dalla Soprintendenza assicurano: «Rivedremo la pratica approvata». L'architetto Giuseppe Zampino, il nuovo soprintendente, vuol vederci chiaro prima che sia troppo tardi. Intanto nelle casse comunali sono stati già versati 18 mila euro per oneri di urbanizzazione e i primi lavori sono già iniziati.
Da monastero ad hotel è scontro su Santa Rosa
Un antico conservatorio di Santa Rosa a Conca dei Marini, costruito nel 1680, è stato acquistato dalla vedova di un manager informatico per 14 miliardi di vecchie lire. Il progetto di restauro e ampliamento prevede l'aggiunta di 3.180,49 metri cubi di volumi tecnici, che potrebbero trasformare irrimediabilmente il sito. La Soprintendenza e il Comune hanno approvato il progetto, ma Italia Nostra e la Procura della Repubblica hanno denunciato l'invasività dell'intervento. Il Comune non ha un piano regolatore generale e non può rilasciare concessioni edilizie, e la zona è sottoposta a vincoli strettissimi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo