Consenso sull'emendamento al Senato. Il sindaco Orsoni: «È il miglior compromesso possibile» «Non è il massimo, ma il compromesso migliore possibile. Che ribadisce il principio della proprietà di tutto l'Arsenale al Comune, anche se una parte rimarrà ai concessionari». Il sindaco Giorgio Orsoni commenta così la sigla dell'accordo che dovrebbe tra breve spianare la strada alla nuova versione del decreto sull'Innovazione. Alta tensione e settimane di duro confronto tra il Comune e il Magistrato alle Acque-Consorzio Venezia Nuova. Alla fine l'intesa che i parlamentari veneziani - primo firmatario Felice Casson - hanno trasformato in emendamento all'articolo 19. Il risultato è senz'altro inferiore alla richiesta che cittadini, associazioni e comitati avevano avanzato nel corso del Consiglio comunale straordinario. E anche delle aspettative dello stesso sindaco Orsoni. Protesta il presidente della società Arsenale spa Roberto D'Agostino, che ha inviato al sindaco una lunga memoria per illustrare le sue perplessità. Ma se si fosse arrivati alla rottura, spiega Orsoni, il Comune non avrebbe portato a casa nulla. Le concessioni. Le aree dell'Arsenale della parte di sud ovest - porta dei Leoni, edifici più recenti - restano in concessione alla Marina a titolo gratuito. La novità è che dovranno essere aree «utilizzate» e non soltanto occupate. Stessa dizione viene estesa alle aree di Nord Est (compresi i bacini di carenaggio): restano nella «disponibilità ad uso gratuito del ministero delle Infrastrutture per completare le attività di gestione e manutenzione del sistema Mose anche una volta entrato in esercizio». La parte sud in uso alla Biennale (Gaggiandre, Corderie, Tese) continuerà a esserlo. I canoni in questo caso saranno pagati al Comune. Gli edifici. Viene concesso al Consorzio di occupare «anche altri fabbricati e parti da destinare ad attività non esclusivamente finalizzate al Mose». Anche questo un punto che ha fatto sobbalzare comitati e società. Il sindaco ha fatto inserire la frase «d'intesa con il Comune di Venezia». L'obiettivo sono le Tese. Il Consorzio ha avuto la concessione per tre Teze dell'area Nord. Insieme a San Cristoforo e alle Nappe è la destinazione contestata. I sommergibilisti passano al Comune, insieme ad altri edifici come l'ex Sala d'armi, la Tesa 105 e la Torre che lo sono già. Le risorse. È un altro punto nero del decreto. Perché se Consorzio e ministero della Difesa occuperanno gli spazi a titolo gratuito, il Comune non potrà contare sulle risorse, circa 3 milioni e mezzo di euro, per gestire l'Arsenale. L'accesso. Unico punto fermo, spiega Orsoni, «è quello che il Comune diventerà proprietario dell'area. Dunque, darsena grande e rive ma anche piazzale Campanella saranno accessibili a tutti, com'è stato per il periodo della Coppa America. La società. Nel testo dell'emendamento firmato da 27 senatori di tutti i partiti non si fa cenno alla società Arsenale spa. «Non è detto che il Comune non la ricostituisca, anche su basi diverse e senza Demanio», dice Orsoni. Tre mesi dopo l'approvazione della legge saranno decise le nuove perimetrazioni. Quarantotto ettari di storia Quarantotto ettari di monumento, circa un quinto dell'intera città. L'Arsenale, simbolo della potenza marinara della Serenissima. Prima fabbrica del mondo, citata da Dante nella Divina commedia. Maestri d'ascia, squerarioli, velèri, calafati, remeri e arsenalotti sfornavano una nave al giorno, completa di remi e vele. Oggi l'Arsenale è il risultato di sovrapposizioni. Il Piano regolatore ancora in vigore lo suddivide per usi diversi.