Giovanni Gentile, proprio lo stesso nome del nonno, il celebre filosofo, ministro, protagonista della cultura italiana e una delle figure di maggior spicco del fascismo italiano, ucciso nel '44 al Salviatino da un gruppo partigiano aderente ai Gap. La cultura, l'amore per i libri, la naturale propensione alla conoscenza e al sapere sono un tratto costante della sua famiglia. E non è certo un caso se tra i mille impegni del Giovanni Gentile d'oggi, classe 1938 tra le tante cose anche ex presidente di Confindustria Firenze ci sia prima di tutto la sua casa editrice e da qualche anno la presidenza della Fondazione Florens, uno strumento nato per coniugare cultura e sviluppo economico. Dalle finestre di casa sua in Costa San Giorgio si vede da un lato il profilo merlato di Palazzo Vecchio dove il ministro Passera ha appena concluso la seconda edizione di Florens; e dall'altra la facciata bianca e gotica se pur ottocentesca di Santa Croce, dove è sepolto il nonno filosofo. All'interno, il raffinato arredamento tiene insieme dipinti del settecenteschi, sculture lignee del quattrocento, argenti, cristalli e centinaia di libri creando un ambiente elegante quanto accogliente, su cui domina un panorama che ti regala tutta Firenze da abbracciare in un solo grande sguardo. L'artefice di questa piccola reggia è la moglie Nicoletta, bella e charmant quanto simpatica, un vero vulcano di energia e di entusiasmo che, per l'appunto, è anche arredatrice. O meglio, compra case, le ristruttura e poi le rivende arredate e non. Presidente Gentile, nel suo curriculum ci sono numerosissime esperienze. Ma c'è un progetto a cui tiene particolarmente per il prossimo futuro? «Andare avanti con Florens. Credo che con questa seconda edizione sia stata dimostrato ancora di più la necessità di un presidio attento su tutte le questioni legate alla cultura e alle sue potenzialità quale motore di sviluppo». Cultura ed economia. Che cosa ha imparato in quattro anni da Presidente di Confindustria? «Che c'è ancora un bel tessuto imprenditoriale, con aziende di prim'ordine. Durante il mio mandato eravamo già in piena crisi e non è certo stato facile. Ma ho sempre visto una grande voglia di reagire». In che modo? «Florens, la nostra biennale dei beni culturali e ambientali, è un segnale di questo desiderio di riscatto, di scommettere sul nuovo. Un fatto è certo: il mondo sta cambiando e quando finalmente saremo fuori dalla crisi saremo senz'altro diversi». E quindi? «Bisogna cercare nuovi modelli di crescita». Nuovo fa rima col sindaco Ronzi? «Non possiamo negare il dinamismo di questo sindaco giovane, col quale abbiamo una buona collaborazione. Al di là degli aspetti politici, certamente ha il merito di aver sparigliato tutto. Va riconosciuto che ha saputo dare una scossa, smosso le acque stagnanti degli ultimi decenni. La stessa Florens si inserisce in questa effervescenza della città». Quando non lavora che cosa ama fare? «Leggere», risponde la signora Nicoletta. Gentile sorride e ammette: «Sì, leggo molto, specialmente la saggistica. In questo momento, per esempio, sto leggendo "Le leggi fondamentali della stupidità umana" di Carlo Maria Cipolla». E poi, con Io sport come è messo? «Non sa neanche cosa sia il calcio ma è un buon giocatore di tennis», lo precede ancora la moglie. Che aggiunge: «Giochiamo spesso insieme e finiamo per litigare come aquile. Perché? Per esempio vuole i pallonetti, che io odio. E poi vuole vincere...» E in cucina chi vince? «Beh, io continua Nicoletta dal mio orto in Chianti arrivano tante ottime verdure e frutta. E più ancora in estate dalla casa a Pietrasanta» E lei presidente, quando apre il frigo che cosa cerca? «Acqua e a volte qualche yogurt» Così morigerato con la gola? «No, diciamo la verità, sono una buona forchetta. In generale amo più il salato del dolce: meglio una buona pastasciutta di una torta». Torniamo all'editoria. Non è un settore facile tenuto conto, oltretutto, che non siamo un popolo di accaniti lettori. «Con una battuta si potrebbe dire che è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo. Con Le Lettere, Li.co.sa e Sansoni, continuiamo a portare avanti tutto il settore a indirizzo umanistico, filologico, storico e politico. Ma non ci facciamo mancare niente, neppure libri di cucina. Purtroppo è vero: nella classifica della lettura dopo di no in Europa ci sono solo Grecia e Portogallo. C'è molta differenza fra Nord e Sud Italia, e consoliamoci col fatto che, anche se chiudono le librerie, Firenze continua ad avere un buon indice di lettura». Buon sangue non mente: anche sua figlia lavora nell'editoria. «Si anche mia figlia Letizia lavora nella casa editrice e ne sono lieto». E lei cosa si ricordo di suo nonno Giovanni? «Quando è stato ucciso avevo tre anni e quindi non ho ricordi diretti. Ma è sempre stata una figura dominante e un punto imprescindibile sia per etica che per lessico familiare».