Fontanini (Provincia) rilancia la proposta allo Stato: facciamo uno scambio con l'affitto che percepiamo per la Prefettura «Il fatto che nell'ordine del giorno della prossima riunione della commissione Paritetica Stato-Regione non sia stato inserito il passaggio del castello di Udine al Friuli è un silenzio più che preoccupante». Il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, alla vigilia della riunione di domani della Paritetica a Roma, annuncia dunque che per questo motivo non parteciperà all'incontro. Che si stessero addensando delle nubi all'orizzonte per la definitiva cessione di uno dei più importanti simboli per il popolo friulano lo si era intuito già in ottobre. E proprio per ovviare a ulteriori impasse Fontanini aveva messo sul piatto una proposta. «Poiché il canone di affitto è simile (sull'ordine dei 100 mila euro) - aveva detto il presidente - la Provincia di Udine è pronta a rinunciare all'introito degli affitti percepiti dallo Stato per l'utilizzo degli spazi della Prefettura e della casa del prefetto chiedendo in cambio l'alienazione del bene simbolo del Friuli al patrimonio dell'amministrazione provinciale». Si tratta di una proposta "provocatoria", che ora Fontanini rilancia con forza: «Questa proposta forse può rivelarsi l'ultima chance da giocare vista la piega presa dalla questione. E considerato che lo Stato ascolta e recepisce solo quando si mettono in gioco risparmi e tagli, magari è la volta buona che la contropartita venga accolta di buon grado». L'idea del presidente Fontanini era nata dagli sviluppi dell'iter "ordinario" per l'alienazione del castello. Durante la seduta di ottobre della Paritetica era emerso infatti che la Ragioneria dello Stato non intende rinunciare a incassare i 103 mila euro del canone annuale. Così s'imporrebbe la necessità di inserire nella legge di stabilità un articolo ad hoc che riguardi proprio il trasferimento a titolo gratuito di questo bene dal demanio alla Regione Fvg. Da qui la proposta del numero uno di palazzo Belgrado e la decisione di non partecipare alla riunione.