Ieri Carlo Ripa di Meana ha visitato la mostra sull'iniziativa dello stilista Pierre Cardin Ha incontrato Basilicati che ha sviluppato il progetto: «Ho potuto spiegargli tutti i particolari» Nemici ma con stile e umanità. Ieri pomeriggio Rodrigo Basilicati e Carlo Ripa di Meana si sono incontrati nel capannone, in via delle Industrie a Marghera, dov'è allestita la mostra sul progetto del Palais Lumière. L'ingegnere amministratore delegato di "Concept Creatif" , il gruppo dello stilista Pierre Cardin, era appena tornato dal principato di Monaco, dove ha partecipato all'annuale Energy Efficiency Forum. Entrato al padiglione della mostra ha visto uscire l'ex presidente di Italia Nostra. «Mi permetta, conosco il suo volto» gli ha detto Basilicati, e Ripa di Meana si è presentato. «La sua visita mi ha fatto un immenso piacere, e ancor di più la chiacchierata che abbiamo fatto. Non ho l'ardire di avergli fatto cambiare opinione ma sicuramente ora potrà farsi un'idea più motivata e informata» commenta l'ingegnere. A metà settembre l'ex presidente della Biennale, ministro dell'Ambiente e commissario europeo, assieme alla moglie Marina, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Li hanno accusati di esercitare pressioni sull'Enac per ottenere una deroga ai parametri previsti per la sicurezza aerea e per la pubblica incolumità. L'Enac si è espressa giusto ieri sciogliendo ogni riserva e stabilendo che la torre alta 255 metri è compatibile con il traffico aereo del Marco Polo. Ora, però, si apre un altro fronte: Italia Nostra ha annunciato un ricorso al Tar sempre contro il Palais Lumière. La battaglia, dunque, continua. «Ognuno può avere le proprie opinioni, quel che ci preme, però, è che siano informate e non prese di posizione a priori. Per questo - continua Basilicati - la visita di Carlo Ripa di Meana è stata una bella sorpresa. Vedo molti blog in internet che descrivono l'idea di mio zio come il diavolo ma noi invitiamo tutti a venire a vedere la mostra, a chiederci informazioni, saremmo ben lieti di spiegare il progetto fin nei minimi particolari». Basilicati e Ripa di Meana ieri hanno fatto proprio questo, hanno parlato del progetto. «Mi ha chiesto anche dov'è il luogo scelto per costruire la torre. E soprattutto mi ha fatto molte domande relative ai punti più controversi e criticati che si leggono sui giornali e in internet. Ed io gli ho finalmente potuto dare delle spiegazioni. In fondo è quel che chiediamo, poter spiegare il progetto». Per farlo il gruppo di Cardin ha intenzione di prolungare l'apertura della mostra almeno fino a fine anno. Dovrebbe chiudere domenica 25 novembre in contemporanea con la chiusura della Biennale Architettura (della quale l'esposizione di Marghera è un evento collaterale), «ma se la Biennale ci lascia usare ancora il logo noi andremo avanti. Ci piacerebbe trasformare l'evento in un'esposizione permanente aggiornando in continuazione video, disegni e modelli per seguire l'evoluzione del progetto».