Completata la progettazione relativa all'allestimento bisogna bandire la gara (5 milioni), aggiudicarla e quindi eseguire gli interventi (circa 6 mesi) Un iter particolarmente travagliato che alla fine ha fatto lievitare i costi dagli iniziali 11 a 29 milioni Il 31 dicembre 2012 cambierà la stazione appaltante: subentra la Direzione regionale Nel primo progetto non era prevista neppure la messa in sicurezza antisismica «Decido io» Alla fine, com'era naturale che fosse, la progettazione relativa all'allestimento è stata curata dalle cosiddette "risorse interne", vale a dire dai tecnici della Direzione regionale dei Beni culturali e, soprattutto, da quelli della Soprintendenza di Reggio. «E nell'allestimento - afferma la soprintendente, dott. Simonetta Bonomi - ho tenuto conto di molte delle indicazioni fornite dal Comitato insediato dalla dott. Caterina Greco, che mi ha preceduto, però poi ho proceduto autonomamente. Alla fine, è anche giusto che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e, in particolare, che prenda delle decisioni. Non poteva non essere la Soprintendenza a stabilire l'impostazione scientifica delle sale, il tipo di percorso che in esse bisogna allestire, che cosa viene esposto e dove». L'atrio del Museo sarà allestito dall'artista Alfredo Pirri. I Bronzi non torneranno a casa per Natale. Chi aveva con troppa fretta sbandierato quest'annuncio suggestivo in occasione dei 40 anni dal ritrovamento dei due guerrieri (appuntamento trascorso in esilio e in tono minore) non era stato solo troppo ottimista, ma sicuramente per nulla realista. Diciamo pure "fantasioso". Insomma, non aveva affatto tenuto conto dello "stato dell'arte", delle procedure e della burocrazia. Che ha i suoi tempi e i suoi "riti". Ancora tutti da "celebrare". Prima tra tutte la gara d'appalto per l'allestimento del Museo nazionale della Magna Grecia ("casa" naturale dei Bonzi) che era stata sin dall'inizio esclusa dalla progettazione a causa della mancanza di finanziamenti. È questo, peraltro, uno dei motivi per cui i costi relativi alla ristrutturazione e all'adeguamento del Museo sono notevolmente lievitati e passati dagli 11,2 milioni di euro del 2008 (aggiudicazione dei lavori alla Cobar, su una base d'asta di 14) agli attuali 29. Nell'appalto iniziale, peraltro - come ricostruisce la storica dell'arte Silvia Mazza su Il Giornale dell'arte - non era stata prevista tutta una serie di opere, pur indispensabili (restauro facciate, adeguamento antisismico, ristrutturazione uffici della Soprintendenza, che ha sede nello stesso edificio, e affitto di appartamenti dove delocalizzarli, restauro Bronzi). E ciò per non perdere l'opportunità di far rientrare il progetto tra quelli finanziabili per il 150. dell'Unità d'Italia. Tra le voci più consistenti della lievitazione dei costi, la mancata previsione della messa in sicurezza antisismica dell'edificio (in un'area come quella dello Stretto!). Ma questa, adesso, è acqua passata. Certo, non è esaltante constatare che per reperire i 5 milioni necessari per l'allestimento più i 6 alla fine erogati dal Cipe per il consolidamento strutturale, siano dovuti trascorrere ben due anni. Tuttavia, considerati i tempi, alla fine forse anche questo è un successo. «E adesso - informa l'arch. Francesco Prosperetti, a capo della Direzione regionale dei Beni culturali della Calabria - finalmente ci siamo. I lavori finanziati dal Cipe all'interno (impianti, consolidamento, sicurezza, restauro) ed eseguiti dalla Cobar sono ormai completati. Al massimo tra un mese, il cantiere sarà completato». Dove s'è perso tantissimo tempo è stata nella fase relativa alla progettazione dell'allestimento. Tuttavia, la Direzione regionale, insieme con la Soprintendenza, ha proprio da qualche giorno ultimato il progetto finale, che comprende anche gli impianti speciali e la sala Bronzi, e ha consegnato la versione definitiva - cui si è approdati dopo varie revisioni - alla Regione, che adesso la deve approvare. Quindi sarà approntato uno schema di convenzione, successivamente approvato con delibera di giunta, e infine stipulato il contratto. Soltanto allora potrà essere pubblicato il bando di gara. Tutti questi passaggi sono rigidamente scanditi dalla procedura europea, visto che il finanziamento proviene da fondi comunitari Po-Fesr 2007-13 e che il tipo di gara è un appalto integrato. «Anche in questo caso, però - assicura l'arch. Prosperetti - siamo alle battute conclusive». Lo stesso Prosperetti, tuttavia, involontariamente fornisce una notizia che dà l'idea dei tempi ancora necessari per il completamento del Museo. Il 31 dicembre 2012, infatti, va definitivamente in pensione la Stuttura di missione per i 150 anni dell'Unità, che sinora è stata la stazione appaltante e il riferimento unico per quanto riguarda i lavori. E la "palla" passerà proprio alla Direzione regionale, sempre in raccordo con il commissario governativo, l'ing. Enrico Bentivoglio. Questo sta a significare che appaltare l'allestimento entro Natale sembra a questo punto una possibilità definitivamente tramontata. D'altronde, la storia di questa progettazione è stata non solo lunga, ma particolarmente travagliata e, per alcuni passaggi, anche controversa. Come la scelta di affidare questo compito - da parte della Struttura di missione - a un professionista romano, Paolo Desideri, «sulla base non di una gara ricostruisce la dott. Mazza - ma di una rosa di studi professionali riconosciuti per i requisiti richiesti dall'incarico». «Successivamente - afferma l'arch. Prosperetti - la scelta è stata diversa. Si è infatti deciso di proseguire il lavoro avvalendosi delle risorse interne, prima tra tutte la Soprintendenza, che dovrà poi materialmente gestire la fase dell'allestimento museale. Il progetto è stato quindi redatto con l'ausilio di consulenti della Struttura di missione e della Soprintendenza stessa, utilizzatrice finale della struttura». E comunque, non è tutto. Nel senso che tutti coloro che parteciperanno al bando di gara dell'allestimento dovranno presentare soluzioni tecniche ed economiche migliorative: proprio sulla base di queste offerte verranno assegnati i punteggi e, quindi, aggiudicato l'appalto. La progettazione, dunque, non è ancora conclusa! In ogni caso, dal momento in cui il bando sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale alla chiusura dei termini e alla successiva aggiudicazione (da parte di un'apposita commissione che sarà nominata in seguito) passeranno ben oltre due mesi. Se tutto va bene, saremo già a gennaio, forse a febbraio. E poi ci vogliono i 180 giorni lavorativi previsti nella progettazione (che possono essere di poco inferiori in base all'offerta: anche questa costituisce punteggio ai fini dell'aggiudicazione). Al tirar delle somme, il Museo non potrà mai e poi mai riaprire prima dell'estate. Dopo, forse, è più probabile. E dovrà andare tutto bene.