Il ministero è orientato sul decoro urbano. Allontanare le bancarelle dai centri storici Confesercenti Firenze: «La decisione finale spetta comunque al Comune» FIRENZE - La zona di Piazza San Lorenzo senza le tradizionali bancarelle del mercato. Uno scenario che sembra impensabile, ma potrebbe diventare realtà dopo la direttiva alla quale sta pensando il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi. Che in pratica per tutelare il decoro urbano vorrebbe contrastare l'esercizio delle attività commerciale e artigianale su aree pubbliche di particolare valore archeologico, storico e artistico. Se le direzioni regionali del ministero, sentitele soprintendenze, riterranno le bancarelle degli ambulanti lesive della bellezza artistica della zona, inviteranno gli enti locali a chiuderle o, nel caso dei mercati, a spostarle. Con la conseguente sparizione di realtà anche storiche, vedi il mercato di San Lorenzo a Firenze, con i suoi duecentoventi banchi, o il cosiddetto mercato nuovo ospitato sotto la loggia del porcellino, a pochi passi da piazza della Signoria. «Stiamo già lottando da armi con una crisi pazzesca, a Firenze da due anni discutiamo con un'amministrazione che vuole spostare i banchi da alcune zone, vedi San Lorenzo o la piazza del Tribunale, e questo è un ulteriore macigno sugli ambulanti- si sfoga Renato Coppola, presidente del Consorzio Mercato di San Lorenzo -. Famiglie che lavorano e producono reddito, e pagano fior di quattrini per il suolo pubblico. Lo Stato è sovrano, certo, ma ci vuole giudizio, e ogni operazione va fatta con equità». L'atteggiamento del comune verso gli ambulanti è quello del pugno duro. Qualche giorno fa sono stati sequestrati tre banchi, non in regola con il pagamento dell'imposta sull'occupazione del suolo pubblico, la Cosap. E sul mercato pende la questione dello spostamento di 84 bancarelle dalla piazza, osteggiato dagli ambulanti. Che adesso guardano con preoccupazione alla direttiva annunciata dal ministero. Sulla questione interviene Paola Ghelardi, Presidente Anva di Firenze: «Con l'entrata in vigore della direttiva, solo tenendo conto dei centri storici delle nostre città, potrebbero sparire il 50 delle imprese ambulanti, che in tutto sono 178mila e occupano 267mi1a lavoratori per un settore dal valore di circa 15 miliardi di euro» . «È una direttiva, ci sono delle linee che poi le amministrazioni comunali dovranno applicare» minimizza il direttore Confesercenti Firenze Alberto Marini, che esclude la chiusura del celebre mercato fiorentino. «Non è la prima volta che il ministero interviene con normative sul tema, ricordo una decina di anni fa il decreto Ronchey - continua Marini - che spostò gli ambulanti dal corridoio degli Uffizi, che oggi è invaso dagli abusivi, penalizzando le attività di chi paga regolarmente le tasse. Occorre sicuramente preservare il decoro cittadino, ma anche le attività economiche».