MILANO II primo seme per la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche è stato gettato. Dando regole più chiare sul fronte dei rapporti di lavoro. Le norme sono contenute in un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto legge del 31 gennaio scorso presentato da Franco Asciutti (Fi), presidente della commissione Cultura del Senato che l'ha approvato ieri: Punti principali sono i contratti integrativi, le assunzioni a tempo indeterminato, le attività di lavoro autonomo del personale dipendente e il ruolo del ministero. Si parte dal coordinamento delle attività delle fondazioni, affidato al ministero dei Beni culturali, per assicurare il contenimento delle spese di allestimento e dei «costi per le collaborazioni a qualsiasi titolo». Sarà invece il contratto nazionale (che come hanno chiesto i sovrintendenti non sarà più delegato all'Aran, come previsto in una precedente versione) a definire «l'ottimale utilizzazione del personale dipendente» in ragione anche delle esigenze produttive delle fondazioni (che significa poter introdurre maggiore flessibilità), con particolare riferimento al personale dipendente che svolge anche lavoro autonomo. Quanto ai contratti integrativi, punto dolente sul fronte dei costi, «non possono essere utilizzate da ciascuna fondazione risorse finanziarie superiori al 20 delle risorse occorrenti per il contratto collettivo nazionale», fermo restando il rispetto del principio del pareggio di bilancio. Inoltre, «i contratti integrativi in essere alla data di entrata in vigore del decreto possono essere rinnovati solo successivamente alla stipulazione del nuovi contratti nazionali». Anche eventuali clausole e istituti in contrasto con i principi del contratto collettivo o della legge non si applicano e devono essere, ricontrattati tra le parti. Tutto, dunque, deve essere ricondotto all'interno del percorso del contratto nazionale. Per tre anni, poi, le fondazioni non potranno procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, e il personale a tempo determinato non potrà superare il 15 dell'orga nico approvato. Questa iniziativa ha recepito le osservazioni sia dell'Anfols (i sovrintendenti) sia dei sindacati. Un contributo importante è venuto da Salvo Nastasi, direttore generale dello spettacolo dal vivo del ministero. «È un modo di lavorare che ci vede favorevoli ha sottolineato Walter Vergnano, presidente dell'Anfols . Ora tocca a noi e ai sindacati scrivere un buon contratto di lavoro. Ma aggiunge se non vengono ripristinate almeno le risorse del 2003 questo emendamento servirà a poco». Positivi anche i commenti dei sindacati. «Le nostre obiezioni sono state in gran parte accolte», dice Sergio Maomartini, segretario generale Fistel-Cisl. Resta però intonso il vero problema: 80 milioni di deficit pregresso e altri 50 milioni previsti per quest'anno».