Il governatore si insedia e stanzia 70 milioni per forestali e Comuni PER la sua entrée a Palazzo d'Orleans ha preso a prestito e potenziato il format grillino: «Sarà una Regione a sette stelle», garantisce subito Rosario Crocetta accomodandosi a Palazzo d'Orleans. L'era del primo presidente di sinistra eletto in Sicilia si apre con un omaggio e una sfida all'antipolitica: non solo negli slogan. Il governatore, ma lui non ama farsi chiamare così, condisce la sua prima conferenza stampa da "proclamato" con una raffica di tagli agli sprechi che dovrebbero produrre risparmi per 1,5 miliardi di euro. Società partecipate, consulenze, dirigenti esterni, autoblù, staff, enti di formazione: la maxi-dieta di "Saro" non risparmia nessuno. E a vigilare sugli impegni, dice fra il serio e il faceto Crocetta, ci sarà un pappagallo «che mi ripeterà in continuazione: no manciugghie ». Il debutto è un mix di annunci di provvedimenti amministrativi e battute da avanspettacolo. Un appuntamento che il presidente preparava da diversi giorni, sempre ritardato per le lungaggini della conta ufficiale dei voti che ne aveva impedito l'insediamento. Ma ora è qui, Crocetta, in una Sala Alessi riaperta per l'occasione (Lombardo negli ultimi anni non l'aveva utilizzata) e riempie con le parole i vuoti fisici nei posti accanto a sé: voleva presentarsi con un nuovo assessore al fianco, il pm Nicolò Marino, ma il magistrato prende ancora tempo per sciogliere la riserva. Franco Battiato, che ha accettato e che andrà al Turismo, non c'è perché alle prese con impegni professionali che molti temono possano ostacolare la sua gestione. C'è invece Lucia Borsellino, che sarà assessore alla Salute. «Non ho fretta per la composizione della giunta, stiamo partendo adesso e abbiamo 5 anni davanti». In realtà, Crocetta pensa di nominare almeno metà squadra («il governo degli intellettuali», la chiama) entro giovedì, per poi completare le designazioni dopo la prima seduta dell'Ars. Intanto, il presidente manda sotto i riflettori un "delegato": il catanese Emanuele Rapisarda, che si occuperà dei problemi dei disabili. E un altro "delegato", dice Crocetta, sarà Marina La Farina (Arcigay). Poco importa, nell'enfasi crocettiana, che i "delegati" nell'ordinamento regionale non esistano. Si parte così, lancia in resta. E il presidente, prima di declamare i primi provvedimenti, snocciola i nomi del suo staff: il capo di gabinetto sarà Enza Cilia, già sovrintendente dei beni culturali di Ragusa e direttore del museo archeologico di Gela. Il responsabile della segreteria tecnica, invece, Stefano Polizzotto, avvocato che ha lavorato a lungo al fianco di Giovanni Pitruzzella. In ogni caso, Crocetta rende noto che avrà uno staff ridotto del 30 per cento. Simbolo di una cura dimagrante che il presidente illustra con aria grave. Si parte dalle società partecipate: «Chiuderemo subito le tredici spa regionali in liquidazione da anni», dice. Un altro obiettivo è quello di «far «decadere tutte le consulenze. I contratti agli esperti afferma saranno l'eccezione e non la regola». Un modo anche per marcare la differenza con la gestione Lombardo, che ha fatto registrare ben 700 nomine in 4 anni, per una spesa di 8,5 milioni di euro. Ed è in discontinuità con il passato anche la scelta di azzerare gli incarichi ai dirigenti esterni «salvo in casi eccezionali: perché è assurdo fare spesa extra in una Regione che ha mille dirigenti senza incarico». Va giù senza remore, Crocetta, quando licenzia in diretta Ludovico Albert: «Non ce l'ho con lui come persona, ma non lo terrò e con lui tutti gli "albertini" che si trovano nelle stesse condizioni: nel settore della formazione ci sono mogli e parenti di deputati, dirigenti inutili. Quello è attualmente un feudo che divide un bottino destinato alle cricche. Trasformerò la Regione dei privilegi in Regione delle leggi». Infine l'annuncio di una stretta alle auto blu della Regione: niente più vetture assegnate ad assessori e dirigenti, ma un parco di vetture in car sharing, un cambiamento che ridurrà del 20 per cento i costi attuali. E nella sua foga Crocetta va a guardare anche in casa altrui: dice che invierà una nota all'Ars per sollecitare una riduzione dei costi e si indigna «per un segretario generale che guadagna 400 mila euro l'anno». Sa bene, il presidente, che non è solo con l'eliminazione degli sprechi che si risolve la situazione di una Regione che rischia il default. Un'amministrazione da guidare sulla direzione della legalità: «Chiederemo il certificato antimafia a tutte le aziende che lavorano con la Regione». Ma la trasparenza deve anche coniugarsi con lo sviluppo dell'economia e l'occupazione. «Il patto di stabilità, che va concordato col governo, non inciderà sulla spesa sociale e sarà previsto, per la prima volta, all'interno del bilancio regionale. Voglio avviare una procedura con lo Stato dice Crocetta per evitare il massacro sociale. L'operazione di rientro può essere fatta in due o tre anni ma non in un unico esercizio perché questo ucciderebbe l'economia». Ma il Palazzo è assediato da mille emergenze. E allora, al di là delle misure virtuose prossime venture, Crocetta non può che annunciare una immediata pioggia di finanziamenti: 42 milioni per i Comuni con i conti in rosso («ma manderemo subito i commissari negli enti che non hanno chiuso i bilanci»), 28 milioni per i forestali, 500 milioni in cinque anni per l'emergenza rifiuti. «Dobbiamo riportare alla normalità la raccolta che ancora oggi presenta situazioni di emergenza in varie province. I Comuni avranno 20 anni di tempo per restituire le somme». In attesa della «rivoluzione», le prime croci di Crocetta.
SICILIA - Crocetta: "Stop a consulenti e spa regionali"
Il governatore Rosario Crocetta si è insediato e ha annunciato una serie di misure per ridurre gli sprechi e migliorare la gestione della Regione. Ha stabilito 70 milioni per forestali e Comuni e ha annunciato la chiusura delle società partecipate e la riduzione degli incarichi ai dirigenti esterni. Ha anche licenziato il dirigente Ludovico Albert e ha annunciato la creazione di un parco di vetture in car sharing. Il presidente ha anche promesso di ridurre i costi e di aumentare la trasparenza, annuncianti la chiusura del certificato antimafia per le aziende che lavorano con la Regione. Ha anche annunciato finanziamenti per i Comuni con conti in rosso e per l'emergenza rifiuti.
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