Presentati gli ultimi reperti ritrovati nei pressi della seconda nave greca che giace nei fondali Sponsor Usa. Recupero del relitto finanziato da 2 atenei statunitensi Gela. Il mare Mediterraneo ancora una volta si rivela uno scrigno archeologico che custodisce gelosamente reperti antichi di pregio, ma anche semplici contenitori per il trasbordo di liquidi dalla madrepatria greca fino alle colonie siciliane. Secoli di storia sono racchiusi nei fondali marini trasformati in un "cimitero" di imbarcazioni antiche. Il recupero degli ultimi reperti che il mare gelese ha voluto restituire è avvenuto senza non poche difficoltà in contrada Bulala: il fondale sabbioso del mare antistante al golfo di Gela ha infatti complicato l'avvistamento ed il recupero dei reperti. Ieri mattina il soprintendente al mare, Sebastiano Tusa, ha presentato gli ultimi "gioielli" ritrovati nei pressi di "Gela 2" (così è chiamata la seconda nave greca che ancora giace nei fondali). «Una nave arcaica più antica rispetto a quella scoperta nel 1988 e già in fase finale di restauro - ha sottolineato il soprintendente - che potrebbe essere recuperata grazie ad una sponsorizzazione delle università statunitensi di Stanford e Pennsylvania che già hanno offerto la propria disponibilità per lo scavo ed il recupero del relitto». In un momento di magra per le casse regionali - negli ultimi anni sono stati "tagliati" i fondi per gli scavi archeologici a terra così come in mare - potrebbero essere gli universitari statunitensi a fare riemergere il secondo relitto greco. «Siamo certi - ha aggiunto Tusa - che il recupero del secondo relitto potrà arricchire il creando Museo del Mare dove verrà allocato il relitto già restaurato. Questo diventerà un polo museale navale tra i più rilevanti ed attraenti del Mediterraneo, ottimo strumento per il rilancio di Gela». Da 12 anni Gela infatti attende i fondi per la realizzazione del Museo del Mare, in cui poter sistemare la prima nave greca già recuperata (l'arrivo degli ultimi elementi in legno restaurati in Inghilterra è previsto per l'inizio del prossimo anno), il relitto che deve essere ancora recuperato e gli oggetti che il mare sta facendo riaffiorare. «Una speranza che ci auguriamo diventi realtà», ha detto Tusa rivolgendosi al presidente della Regione, Rosario Crocetta. «La Sicilia è una terra ricca di storia - ha detto il neo governatore -: una storia che deve essere valorizzata attraverso percorsi culturali alla riscoperta dei beni culturali. Per queste ragioni alla guida dell'Ufficio di Gabinetto ho voluto Enza Cilia Platamone, già direttore del museo di Gela». Ma Crocetta non si è sbilanciato più di tanto sul Museo del Mare: «Vedremo un po' che si può fare». Poche parole per un progetto unico nella nostra terra per il quale - in questi 12 anni - sono stati spesi 120mila euro per gli adeguamenti progettuali alle attuali normative. Con un po' di humor Crocetta ha dato un'occhiata all'antefissa con l'immagine della Gorgone, una figura terrifica che veniva posizionata nelle abitazioni in difesa dal malocchio e dalle forze negative: «Sono certo che mi porterà bene», ha detto. A segnalare la presenza dei reperti in contrada Bulala mostrati ieri è stato Franco Cassarino, presidente dell'associazione "Ambiente e Sviluppo", che ha comunicato la scoperta alla Soprintendenza del Mare con cui collabora ormai da un paio di anni. Così nei giorni scorsi i subacquei dei Carabinieri e i tecnici della Soprintendenza del Mare, Stefano Zangara, Gaetano Lino, Roberto Garufi ed Alessandro Urbano, hanno effettuato una vasta perlustrazione. I reperti sono di notevole valore scientifico. Ma lo scrigno del mare deve essere miratamente perlustrato: nelle prossime settimane saranno effettuate nuove immersioni. 11112012
SICILIA - Il mare di Gela restituisce altri tesori in attesa del museo
Il mare Mediterraneo ha restituito nuovi reperti archeologici, tra cui una nave arcaica più antica di quella scoperta nel 1988, nei pressi della seconda nave greca "Gela 2" che giace nei fondali del mare. Il recupero è stato finanziato da due atenei statunitensi, Stanford e Pennsylvania, che hanno offerto la propria disponibilità per lo scavo e il recupero del relitto. Il recupero del secondo relitto potrebbe arricchire il Museo del Mare di Gela, che è stato in attesa di fondi per la sua realizzazione per 12 anni. Il progetto è stato presentato al presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ha espresso la speranza che il progetto diventi realtà.
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