La Pro Loco tuona dopo il trasferimento dei resti della nave spagnola; il Comune: «Saranno nostri» «I resti del Galeone spagnolo devono rimanere ad Avola». E' secca la presa di posizione del mondo della cultura avolese, pronto a mobilitarsi nell'ipotesi in cui i resti della nave risalente al XVIII secolo, recentemente rinvenuti nello specchio di acqua di contrada Gallina, dovessero essere trasferiti altrove. A scendere in campo è, innanzitutto, la Pro Loco. «Confidiamo nell'interessamento dell'Amministrazione comunale, affinchè i reperti rimangano nel nostro territorio. Si tratta di beni che devono restare a tutti i costi ad Avola, perché arricchiscono il nostro patrimonio e costituiscono un'attrazione per i visitatori», ha sottolineato Peppino Corsico, presidente della Pro Loco. Intanto, giovedì, è stata compiuta un'altra immersione dai sommozzatori della Guardia di finanza, coordinati dal soprintendente del mare Sebastiano Tusa, e dal comandante della sezione operativa navale della Guardia di finanza, Marco Pasquale Re. Scopo dell'immersione è stato quello di ricercare ulteriori dati in ordine alla provenienza e data di fabbricazione dei cannoni, dell'affusto e della bombarda, ritrovati nell'area, e degli altri reperti che giacciono nel fondale, ad una profondità di sei-sette metri circa. Gli assessori ai Beni culturali e ai Lavori pubblici, Giuseppe Morale e Massimo Grande, hanno rassicurato: «Come Comune abbiamo dato la massima disponibilità logistica per conservare qui i reperti. Stiamo già vagliando l'ipotesi di istituire un parco archeologico marino o una struttura museale. Questo importante ritrovamento rappresenta enormi potenzialità storiche, culturali e turistiche. Abbiamo già intrapreso un percorso sinergico e di reciproca collaborazione con il professore Tusa e il comandante Re, finalizzato a promuovere e valorizzare questa importante scoperta. Stiamo già lavorando per realizzare un evento con annessa mostra, che illustri l'importanza del reperto e la sua valenza storica. Abbiamo anche espresso la nostra volontà di collaborazione per il progetto di recupero, restauro e conservazione dei reperti rinvenuti». Il sindaco, Luca Cannata Cannata, ha precisato: «Questa scoperta costituisce unimportante tassello per il recupero della memoria storica e dell'identità del nostro territorio. Confidiamo nel nuovo governo regionale affinchè sia sensibile rispetto a questo straordinario ritrovamento, concedendo i finanziamenti necessari per il restauro e la conservazione dei reperti rinvenuti». Cenzina Salemi 10112012