"Milano poteva avere un parco come New York e Londra, ma abbiamo perso l'autobus come fu per il Lazzaretto" CARO Colaprico le debbo essere grato per avere considerato e condiviso i miei rapporti su Citylife. Nel primo scritto pubblicato su la Repubblica il 5 maggio 2011 riportavo che 50 ettari di magnifico territorio milanese venivano acquisiti da un operatore sulla base del maggiore prezzo offerto senza considerare la validità del progetto e chi c'era dietro. Nella mia seconda mail da lei pubblicatami il 18 giugno 2012, denunciavo il fallimento del progetto Citylife: tutto il cantiere è fermo, un alveare di palazzi sono al rustico, le banche che hanno sostenuto questa speculazione sono esposte per cifre enormi. Le case restano incompiute perché invendute. Milano avrebbe potuto avere un grande spazio verde come New York Manhattan e Londra Hide Park: abbiamo perso l'autobus come nell'ottocento quando fu smantellato il Lazzaretto Porta Venezia. Desidero aggiungere un nuovo capitolo alla storia Citylife. La piazza Giulio Cesare non è particolarmente bella ma per le sue grandi dimensioni e una vecchia fontana al centro si è fatta amare da noi che abitiamo qui. Ebbene il Comune di Milano, certamente in accordo con Citylife, l'ha ricoperta di stradine e vialetti ciclabili tutti contornati da gradini di granito alti 15 centimetri, con strettoie che rendono pericoloso l'incrocio di due biciclette. I residenti hanno perso 40 parcheggi auto. Da qualche giorno nei palazzi accanto a casa mia vi è un po' di attività operaia. Nella impossibilità di vendere, Citylife proverà ad affittare le case di maggior pregio in quanto a posizione. L'ho letto sui giornali. Un alto muro di cemento armato è stato costruito attorno a questi palazzi. Ma non doveva essere la ex Fiera un nuovo Parco dei Milanesi? Se si vuole vedere l'effetto del clima milanese sui "moderni" edifici senza gronde offro indirizzi. Forse la archistar Zaha Hadid non aveva l'esperienza. L'invito reiterato a visitarci è sempre valido. Marco A. Spreafico Può darsi che tra anni, con fiori, alberi e altro, l'aspetto migliorerà, ma oggi quello che esiste e si vede è poco sopportabile. La Fiera era o non era di «tutti», nel senso che era un patrimonio milanese? Dei milanesi? Come mai grazie al centrodestra è diventata dei costruttoricementificatori? Quei soldi dove sono finiti? Sono corse mazzette? Che cosa è successo? Io vengo se qualcuno di voi ha notizie fresche e vere, altrimenti scusate se mi basta passare in moto tra questa new-metropolitan-tristezza.