Inaugurata al complesso Montil di Castellammare la mostra di reperti non originali della terza città sepolta dall'eruzione del 79 «L'impegnodella Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei è ora quello di lavorare alla realizzazione del Museo archeologico di Stabia». Scandisce le parole, Teresa Elena Cinquantaquattro, l'archeologa chiamata da due anni alla guida della soprintendenza più prestigiosa d'Italia. E lo fa all'inaugurazione della mostra "Stabiae svelata", svoltasi ieri al complesso Montil di Castellammare, organizzata dal Comitato per gli scavi di Stabia e dal ministero per i Beni e le attività culturali. In esposizione, da ieri e fino al 9 dicembre (ore 17,30-22, sabato e domenica anche ore 10-13), non ci sono reperti originali perché a Castellammare l'Antiquarium stabiano è chiuso da quindici anni. Ottomila reperti raccolti a partire dal 1950, quando Libero d'Orsi, il fondatore del Comitato per gli scavi di Stabia, iniziò la riscoperta della terza città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo, assieme a Pompei ed Ercolano. Per la soprintendente l'impegno a realizzare il museo «dovrà passare anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione degli altri enti di competenza, in un percorso condiviso di valorizzazione". Un invito, in prima battuta, al Comune di Castellammare, proprietario del Palazzo Reale di Quisisana, restaurato per ospitare il museo, ma ancora non utilizzato. Il sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio, aveva più volte manifestato la propria contrarietà a questa soluzione. Eppure prima di lui, nel 2010, accordi specifici per il museo a Quisisana erano stati stipulati tra ministero, Regione, Provincia, Comune. «Abbiamo il progetto, sappiamo cosa va nelle vetrine ha aggiunto Teresa Cinquantaquattro, dobbiamo riprendere il discorso». E il primo cittadino, intervenuto alla cerimonia, ha incassato, e rilanciato: «Vediamoci per discutere di questo e di come eliminare gli abusi edilizi a Varano, in area archeologica. Tra dieci giorni partiranno i primi abbattimenti in aree vincolate, e la destinazione museale della reggia di Quisisana ci riempie di speranza e di orgoglio, ma la gestione costa. Lavoriamo assieme per trovare una soluzione ». Soddisfatto il Comitato per gli scavi di Stabia, che ha anche chiesto ufficialmente l'inserimento di Stabiae nella lista del Patrimonio Unesco. In ogni caso, il successo di pubblico che la mostra sta riscuotendo in queste prime ore sembra confermare questa scelta. Rafforzare l'offerta culturale del territorio era, d'altronde, uno degli scopi della mostra. In mostra documenti e reperti storici che attestano l'attività di scavo, restauro e ricerca condotte nel corso degli ultimi dodici anni presso le ville romane di Castellammare. Prezioso il lavoro svolto dal laboratorio di restauro dell'Ufficio Scavi di Stabiae. Si va dai gocciolatoi in terracotta a forma di leone alle copie dei due mosaici con "Europa sul toro" e "Il mito di Frisso ed Elle", alle riproduzioni ad alta definizione di affreschi conservati al Museo nazionale di Napoli che presto saranno riattaccati alla pareti, nei varchi lasciati dai Borbone che "strappavano" i dipinti più belli per esporli nella capitale. E proprio da Napoli arriva la buona notizia: a dicembre saranno riesposte al Mann le due coppe di ossidiana da Stabiae, che si erano frantumate nel luglio 2011 a seguito di un cedimento delle teche. «Per la soprintendenza non esistono graduatorie fra i vari siti ha concluso la Cinquantaquattro tutto il patrimonio archeologico è meritevole di cura e attenzione, e questa mostra è segno concreto e tangibile della capacità di indirizzare e coinvolgere i flussi turistici che oggi si fermano nella sola Pompei verso gli altri siti vesuviani».
NAPOLI - Stabiae svelata. "Museo archeologico nella Reggia di Quisisana"
La mostra "Stabiae svelata" è stata inaugurata al complesso Montil di Castellammare, in Campania. La mostra raccoglie reperti archeologici raccolti a partire dal 1950, quando Libero d'Orsi iniziò la riscoperta della terza città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. La mostra è stata organizzata dal Comitato per gli scavi di Stabia e dal ministero per i Beni e le attività culturali. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro ha sottolineato l'importanza di lavorare alla realizzazione del Museo archeologico di Stabia, che sarà ospitato nel Palazzo Reale di Quisisana.
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