Il difficile comincia ora. II sì di Enac alla torre di Pierre Cardin alta 255 metri sgombra il campo da uno dei principali vincoli legati alla vicinanza dell'aeroporto alla realizzazione del Palais Lumière. Ora lo stilista italo-francese e i suoi progettisti dovranno superare tutti gli altri e non meno "alti" ostacoli. Primo fra tutti c'è l'ostacolo dell'acquisizione delle aree di proprietà di privati (delle quali per ora sono state acquisite a prezzi astronomici le aree di Andrea Mevorach, Damaso Zanardo e il gruppo Guaraldo-Marinese) e i 2 ettari del Comune che in parte sono occupati dai binari merci del Porto per i quali Ca' Farsetti vuole 45 milioni: la Regione, nell'ambito dell'Accordo di Programma, dovrà sancire la nuova destinazione urbanistica. Poi c'è l'ostacolo delle ingentissime risorse finanziarie necessarie a realizzarlo, ovvero dai 3 ai 5 miliardi, se si comprendono, oltre ai salatissimi costi di acquisto dei 19 ettari necessari, anche quelli per le opere di urbanizzazione primaria e secondarie concordate con il Comune: le nuove fermate del tram, la nuova viabilità in via della Macchine, via Fratelli Bandiera e via dell'Elettricità, la «piastra« sopra il cavalcaferrovia, lo spostamento dei binari ferroviari del porto e le opere di bonifica che da sole potrebbero comportare una spesa maggiore di quella di costruzione delle tre ali del Palais Cardin. E poi ci sono i tempi di durata dei cantieri che secondo Pierre Cardin dovrebbero essere rapidissimi, tanto da arrivare a concludere l'opera prima della fine del 2015, così da presentarlo a tutto al mondo come una delle meraviglie dell'Expo internazionale di Milano che coinvolgerà l'intero nord Italia. Ma, malgrado le procedure accelerate di autorizzazione previste dall'Accordo di Programma - voluto dal governatore Zaia in quanto la torre di Cardin viene considerata un'opera di pubblica utilità - i tempi rischiano di essere più lunghi di quanto vorrebbe Cardin che già aveva storto la bocca quando gli è toccato spostare da settembre a dicembre la posa delle prima pietra del suo "faraonico" palazzo in laguna. Ci vorranno mesi e mesi per predisporre i carotaggi nei 19 ettari per caratterizzare gli inquinanti presenti nel sottosuolo e i percorsi delle falde, predisporre il relativo protocollo per le bonifiche da realizzare. Il tutto avrà un costo (stimato dagli esperti) di almeno 1 miliardo e mezzo di euro o più di 2, a seconda di quello che verrà trovato nel sottosuolo e degli interventi che dovranno essere realizzati per mettere in sicurezza le falde sotterranee. C'è poi da aggiungere il fatto che l'Accordo di Programma ratificato in Regione prevede che prima di cominciare ad edificare il palazzo dovranno essere realizzate tutte le opere di urbanizzazione primaria previste (viabilità, tram, sottoservizi, ecc.) che avranno un costo, secondo le stime, di almeno 800 milioni. E per finire c'è l'incognita del ricorso contro il progetto al Tar, annunciato da Italia Nostra e la possibile cancellazione di Venezia dai siti dell'Unesco a causa dello skyline della laguna stravolta dall'altissimo Palais Lumière.
Marghera, Torre Cardin. Costi e tempi di realizzazione Ecco i dubbi da cancellare
Il progetto del Palais Lumière di Pierre Cardin è stato approvato dal Consiglio regionale. Tuttavia, il progetto è ancora soggetto a molti ostacoli. Il progetto richiede l'acquisizione di aree di proprietà privata e 2 ettari del Comune, che dovranno essere acquistati a prezzi astronomici. Inoltre, il progetto richiede ingentissime risorse finanziarie, che potrebbero raggiungere i 5 miliardi di euro. I tempi di costruzione del progetto sono stati accelerati, ma ci vorranno mesi e mesi per predisporre i carotaggi e predisporre il protocollo per le bonifiche.
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