Shoah e trasporti Alemanno incontra Monti «Il Museo della Shoah va escluso dai vincoli del patto di stabilità». Gianni Alemanno ha messo la struttura di Villa Torlonia in cima all'agenda del colloquio di ieri con Mario Monti. II premier ha ascoltato le proposte di Alemanno, legato ai contratti già stipulati con le aziende, ma al momento i margini di manovra sono molto stretti. Al centro del colloquio anche il problema della manutenzione cittadina di Roma che, con l'attuale bilancio, vede praticamente azzerati i fondi per realizzare interventi straordinari su strade e scuole. E le infrastrutture per la mobilità, indispensabili per lo sviluppo della Capitale. Stralciare il Museo della Shoah dai vincoli del patto di stabilità, affinché Roma possa dotarsi «di un'opera di grande valore simbolico, che la metta alla pari delle altre grandi capitali europee che si sono già dotate di istituzioni di questo tipo». Gianni Alemanno ha messo la struttura di Villa Torlonia in cima all'agenda del colloquio di ieri con il premier Mario Monti, subito dopo la riunione del Consiglio dei ministri. L'incontro, secondo la nota diffusa da Palazzo Chigi, verteva su «alcune criticità specifiche all'area di Roma Capitale, in relazione alla legge di stabilità». Il via libera alla realizzazione del progetto, firmato dagli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini, era arrivato lo scorso 26 gennaio, con il voto unanime dell'assemblea capitolina. Ma in estate era arrivato l'allarme del sindaco: «Con lo stop agli investimenti, imposto ai Comuni dal patto di stabilità, salterebbero anche i fondi per quest'opera». Monti ha ascoltato le proposte di Alemanno, legato ai contratti già stipulati con le aziende, ma al momento i margini di manovra sono molto stretti. A meno che il governo non decida di intervenire direttamente sull'opera, che ha un costo stimato in 21 milioni. LA MANUTENZIONE. Al centro del colloquio tra Alemanno e Monti anche il problema della manutenzione cittadina di Roma che, con l'attuale bilancio, vede praticamente azzerati i fondi per realizzare interventi straordinari su strade e scuole. E le infrastrutture per la mobilità, indispensabili per lo sviluppo della Capitale. L'unico spiraglio, su questo fronte, risiede nei decreti attuativi della riforma di Roma Capitale: le norme prevedono che il Campidoglio possa discutere accordi separati sui vincoli finanziari con il ministero dell'Economia. IL PROGRAMMA. L'inquilino del Campidoglio, intanto, propone all'ex vice sindaco Mauro Cutrufo di redigere il suo programma per le prossime comunali. «Sarei orgoglioso di predisporre, insieme a una squadra di peso, un lavoro che sarebbe una scommessa per rivincere il Campidoglio - risponde Cutrufo - Sentimentalmente la mia risposta è sì, ma redigere un programma è una cosa seria e dovrei dedicarmi esclusivamente a questo, escludendo altri impegni di carattere elettorale nazionale».