Fino al 25 novembre è aperta alla "pagoda" di Marghera la mostra su un'operazione che vale tre miliardi di euro «Provocazione è ciò che disturba, e bisogna avere il coraggio di farla» aveva detto Pierre Cardin a fine agosto inaugurando la mostra dedicata alla sua torre dal titolo "Il Palais Lumière di Pierre Cardin a Venezia: una scultura abitabile", mostra che è ancora aperta a Marghera fino a domenica 25 novembre, ospitata nell'ex capannone industriale restaurato che sarebbe dovuto diventare la Città della musica, in via delle Industrie, tra il Vega e le fabbriche defunte della zona industriale, e che il gruppo di Cardin ha acquistato da Marinese (apertura dal lunedì alla domenica, ore 10-18, ingresso libero). Video, foto giganti e installazioni, che sono diventate anche evento collaterale della Biennale Architettura, accolgono il visitatore e gli illustrano il progetto da 3 miliardi di euro, uno dei quali destinato alla bonifica del sottosuolo e delle acque, e alla nuova viabilità che avrà il compito di ricucire la frattura tra Marghera, Mestre e Venezia, con tanto di nuova linea del tram e piastra sopraelevata che collegherà il Palais con Mestre superando la ferrovia. La torre sarà alta 255 metri (così alta per controbilanciare i costi altissimi di realizzazione) e in realtà sarà composta da tre torri unite da sei dischi con edifici più piccoli attorno: dentro 65 piani abitabili, con appartamenti, alberghi, ristoranti, attività direzionali e commerciali, servizi, poli di ricerca applicata, centro congressi e di istruzione superiore (l'università della moda), teatri, 10 cinema; fuori impianti sportivi, 44 mila metri quadrati di giardini pensili, un bosco. Gli appartamenti, per chi vorrà, saranno consegnati già arredati con i mobili che sono stati espressamente disegnati per la Torre dallo stilista e da Rodrigo Basilicati che ha curato anche l'ingenerizzazione del progetto e la mostra. Saranno 1500 appartamenti di lusso per i ricchi del mondo, in vendita a circa 2 milioni di euro l'uno, e Cardin si è detto sicuro di venderli, nonostante la crisi: «Dieci acquirenti per ognuno dei 150 Stati del mondo non è poi molto per comprarsi un sogno con vista su IL PROGETTO Tre grattacieli uniti da sei dischi con edifici più piccoli attorno: dentro 65 piani appartamenti, ristoranti, attività direzionali e commerciali, centro congressi e università Venezia». Pierre Cardin, che ha deciso di realizzare quest'opera a novant'anni suonati, è convinto che «illuminerà il buio che circonda Venezia» riferendosi alla decadenza della zona industriale, e insiste sul valore sociale, oltre che economico del suo Palais, dato che durante le fasi costruttive dovrebbe occupare circa 5 mila persone, e a regime, per gestire albergo, ristoranti, centro sportivo e tutti gli altri servizi, ne serviranno almeno altrettante.