L'ingegner Biasi si affida al critico Barbero per la gestione della Galleria d'arte moderna Più di 600 opere esposte a Palazzo della Ragione e del Capitanio Paolo Biasi: Da chi coordinerà questo progetto ci aspettiamo molto... VERONA «Da chi coordinerà questo progetto ci aspettiamo molto...». Paolo Biasi si gira sorridendo verso Luca Massimo Barbero, col suo solito sorriso sfingeo. Chissà se l'interessato ha un piccolo brivido lungo la schiena. Se ce l'ha, lo nasconde bene. E mostra invece una grande soddisfazione. Perché proprio lui, Luca Massimo Barbero, ha adesso la responsabilità di far fruttare al massimo un patrimonio artistico e museale tra i più importanti d'Italia. Barbero, su indicazione di Cariverona, è infatti il responsabile del grande progetto di valorizzazione del sistema museale veronese, presentato ieri dal presidente di Fondazione Cariverona assieme al sindaco Flavio Tosi, al sovrintendente veneto ai beni culturali Ugo Soragni e al direttore di Cariverona, Fausto Sinagra. Cardine del progetto, le 611 opere d'arte che la Fondazione Cariverona e la Fondazione Domus (ovvero il «braccio culturale» di Cariverona) esporranno in maniera permanente al Palazzo della Ragione e al Palazzo del Capitanio. Un accordo in atto da tempo, che adesso viene potenziato o consolidato attraverso la gestione congiunta di alcuni importanti sedi museali. Da Tosi, poi, quasi un appello a possibili «mecenati» cittadini: «L'auspicio - dice infatti il sindaco - è che anche il capitale privato, con l'intervento di persone attente alla vita culturale veronese, possa contribuire a questa iniziativa, nell'interesse di Verona e dello sviluppo anche del nostro turismo». Paolo Biasi ribadisce che «ci aspettiamo risultati importanti da questo progetto», e alla domanda se i musei a Verona non rischino di essere fin troppi, risponde: «Non lo so, ma in ogni caso, il nostro dev'essere il migliore di tutti...». Il sovrintendente Soragni fa un esempio, per farci capire come ci si muoverà, in concreto: «Questo è un progetto - dice - di straordinaria importanza, in grado di razionalizzare e potenziare l'offerta culturale, mettendo a disposizione raccolte di opere d'arte che fino ad oggi, per mancanza di spazi espositivi adeguati, erano rimaste poco conosciute. Nei due palazzi saranno esposte in maniera permanente le opere più importanti, prevedendo una rotazione delle altre. A Venezia, per capirci, nelle Gallerie dell'Accademia, è sempre visibile la Tempesta del Giorgione, mentre altre splendide opere d'arte ruotano secondo i diversi allestimenti. E questo sarà il compito del curatore scientifico». Chiamato in causa, Barbero annuncia le prime iniziative all'inizio del prossimo anno, sottolineando che «le due collezioni sono davvero straordinarie e nei due palazzi che le ospiteranno sarà possibile fare un lavoro originale e di altissimo livello». Tocca al direttore di Cariverona, Fausto Sinagra, ricordare i pilastri amministrativi del progetto: il documento programmatico comune, siglato il 27 maggio del 2011 da Comune, Fondazione lirica Arena di Verona e Fondazione Cariverona, e la Convenzione tra Comune e Cariverona che ne è seguita. Al di fuori delle dichiarazioni ufficiali, qualche discussione ci sarebbe stata sulla scelta di chi in concreto dovrà prendere le decisioni sulle iniziative da svolgere: ma l'investitura ufficiale di Barbero, da parte di Biasi e presente Tosi, sembra togliere ogni dubbio sul fatto che chi ha messo sul piatto della bilancia le sue 611 opere d'arte, ha scelto anche chi starà al timone. Il progetto, ha sottolineato infine il sovrintendente Soragni, ha già avuto l'approvazione del ministero per i Beni culturali.