«Prima pietra vicina». Lo stilista: ora cerco imprese venete Luca Zaia: Ora adoperiamoci per rimuovere le altre difficoltà Giorgio Orsoni Da oggi si ragiona più concretamente su piano e ricadute VENEZIA Non era l'ultimo ostacolo, ma averlo superato vuol dire che il Palais Lumière è sempre più vicino. «Vorrei posare la prima pietra a Natale, ma per quella vera dovremmo aspettare di aver trovato le aziende e gli artigiani veneti che mi potranno accompagnare nella realizzazione di questo sogno», dice da Parigi Pierre Cardin. Ha da poco avuto l'ufficialità del parere di Enac (l'Ente di aviazione civile) sulla compatibilità tra la torre della luce e l'operatività dell'aeroporto di Venezia. Nessun problema di sicurezza, il punto più vicino del Palais con la rotta degli aerei (ci passano a lato) è a tre chilometri e mezzo, la distanza con il Marco Polo sette. A Londra la «scheggia» di Renzo Piano alta 370 metri 120 in più della Torre , è invece sul cono di atterraggio del London City airport (significa che gli aerei ci passano sopra), che dista solo otto chilometri. «Il parere è stato dato sulla base delle informazioni fornite dalle amministrazioni sull'interesse regionale e comunale dell'opera dice Enac e dalla società Modutech che ha prodotto un dettagliato studio, a cura dell'Enav, che evidenzia come con la realizzazione della torre non ci sono alterazioni significative del livello di sicurezza, nemmeno con una nuova pista». I 255 metri di altezza del Palais Lumière (145 oltre il limite consentito) sono quindi perfettamente compatibili con l'aeroporto. Anzi i progettisti stanno studiando un sistema di transponder, che permetta al velivolo di conoscere in ogni punto (e momento) la distanza dalla struttura. Diverso il discorso sull'impatto della torre sul territorio, su cui è ancora acceso un dibattito e un confronto tra i pro e i contro. Ma ormai la strada è tracciata, nonostante il percorso sia ancora lungo: in mezzo ci saranno altre due conferenze di servizi, altre autorizzazioni e l'accordo finale con tutti gli enti coinvolti. «Ci vorrà ancora del tempo, per ora spero di veder concluso il percorso burocratico», precisa Cardin trovando subito la sponda del governatore del Veneto. «Ora è necessario adoperarsi per rimuovere le altre difficoltà che ancora esistono dice Luca Zaia . Si proceda con serietà e rispetto delle norme, ma anche con la consapevolezza dell'importanza di questo progetto sull'occupazione e la riqualificazione di Porto Marghera». Anche l'acquisizione delle aree sembra essere a buon punto. Dice Rodrigo Basilicati, nipote dello stilista: «Con i terreni del Comune ormai siamo arrivati al 75 per cento delle aree necessarie a realizzare l'intervento». Le operazioni cono comunque condizionate all'effettivo via libera di tutti i soggetti, per un investimento che sfiora il miliardo e mezzo di euro. «Da oggi afferma il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni si potrà ragionare ancor più concretamente sul progetto di monsieur Cardin e sulle ricadute che l'investimento potrà avere sul nostro territorio in termini di infrastrutture e occupazione». Proprio ieri mattina Basilicati e lo stilista hanno presentato all'Energy Efficency Forum di Montecarlo, l'aspetto ecologico innovativo della torre della luce, riconosciuta come l'unico progetto ad altissima efficienza energetica nel mondo ad emissioni zero. «Dopo il Forum mi sono reso conto di quanto il Palais possa essere importante non solo per Venezia spiega Pierre Cardin ma anche come rivoluzione globale per l'ecologia».